Passo Tremalzo
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13/10/2025 11:21 - 14/10/2025 11:06 #1
da paolo
Passo Tremalzo è stato creato da paolo
Ispirato da Acrobate, anche se non in moto aggiungo anche io qualche racconto:
Ci sono dei posti che ti rimangono nel cuore, ricordo la prima volta che feci questo giro fu per puro caso, c’era un incidente o una delle tante frane e la gardesana era chiusa e con un amico abbiamo cercato una strada alternativa per tornare a casa.... chiedi a questo chiedi a quello alla fine ci mandano su questa magnifica strada poco frequentata tutta pietre e sassi, con con paesaggi magnifici sul lago di Garda. Da quel giorno la feci almeno una volta all’anno, qualche volta era bella, ben tenuta altre era una pietraia difficile da percorrere con quasi 200Kg di moto ogni tanto anche con il passeggero (anzi passeggera), ogni volta era sempre più frequentata, un anno ci trovammo persino un tedesco con una Saab cabrio bloccato tra le rocce, toccavano solo i due paraurti! altre volte una comitiva di tedesche con dei piccoli furgoncini 4x4 che si arrampicavano come capre tra gli stretti tornanti scoscesi, ma soprattutto tanti tanti enduristi soprattutto stranieri. Leggenda vuole che Ktm portasse qui le moto da far provare ai suoi concessionari, fattostà che dopo qualche anno ecco comparire un bel cartello di divieto alle moto (ma non alle auto!!), una presa per i fondelli. Però… c’era lo stratagemma, bastava dormire o mangiare in uno dei rifugi lato bresciano che il comune rilasciava i permessi, e così anche al ritrovo internazionale ITT riuscimmo, anche grazie a un “infiltrato” 😊 della zona a ottenere i permessi. Da li in poi non fecero più permessi e la strada diventò (forse giustamente) appannaggio di un turismo non motorizzato, aumentato in modo esponenziale con l’arrivo delle e-bike, la salita è notevole dal lago di Garda tra saliscendi sono circa 2300m, però mi è rimasta nel cuore.
Così, visto che dalle mie parti fare fuoristrada in moto è più difficile che vincere all’enalotto pur di rifarla mi sono anche io convertito alle due ruote con pedali (assistiti) e sabato partiti di buon ora da Riva del Garda con batterie ben cariche ci siamo diretti verso il passo. Purtroppo i problemi iniziano subito, la mia bici ha il display rotto, non vedo la carica della batteria, il canotto telescopico che funziona male e un freno posteriore che ulula. E’ la prima volta che mi capita una bici malmessa, personalmente uso una full muscolare, la E-bike preferisco noleggiarla per le volte che mi serve, sempre aggiornata senza avere problemi di batteria, gomme manutenzione… FRENI!!. mi avevano avvertito che il diplay non funzionava ma era l’ultima disponibile, ma dai miei calcoli il giro sarei riuscito a farlo con una carica. Che non mi avevano avvisato era della sella che si rivelerà l’ultimo dei problemi. Comunque si parte, di buon passo sfruttando poco l’assistenza visto che il dislivello da percorrere è notevole, sentiero del Ponale, lago di Ledro, un paio d'ore e arriviamo senza troppa fatica all’imbocco della strada per il Tremalzo, tutto fa presagire per il meglio se non che il mio freno posteriore non da segni di vita (e abbiamo fatto solo salita!) la leva va a vuoto e solo dopo una decina (che dopo poco diventeranno una cinquantina) di pompate inizia a prendere… chissenefrega.. una meta è una meta… non mi fermerà certo un freno (ragionamento quantomai stupido se fatto… in salita!!) , comunque ci arrampichiamo sui magnifici tornanti, il fondo è peggio di quanto ricordassi, probabilmente non passando auto non viene compattato dal peso, o forse è solo una stagione particolarmente piovosa che l’ha peggiorata, fattostà che ci sono lunghi tratti a pietra smossa, a pochi km dalla vetta ecco che la batteria di uno dei miei amici dice basta! È al 5% e sul ritorno ci sono ancora salite, si ferma, in due proseguiamo, io confido di avere ancora batteria visto che il display non si vede ma grazie al mio peso abbastanza limitato e al fatto di aver pedalato parecchio infatti... uscendo dall’ultima galleria vediamo il rifugio… meta raggiunta! Abbiamo delle pastiglie di ricambio per cui mi fermo per capire se riesco a fare qualcosa col mio freno in vista della discesa, magari montando pastiglie nuove si risolve, ma noto subito che il disco pieno di olio, evidentemente la pinza è rotta e i pistoni hanno rilasciato l’olio. Ok qualche foto, un po’ d’acqua una barretta per riprendere energie e invertiamo la marcia, i primi metri sono di prova… ci sono strapiombi notevoli, tornati che danno sul nulla, noi la chiamiamo anche la “piccola via del sale” per la somiglianza con il tratto Monesi-Limone con i tornanti panoramici qui più stretti e scoscesi ma a volte con la vista lago che la Vds non hai!, pian piano ci prendo “la mano” faccio delle dita sinistre il mio ABS cercando di non far scivolare mai la ruota nemmeno sulle pietraie smosse e allo stesso tempo quando possibile rilasciare il freno per non far scaldare troppo il disco… è una discesa decisamente “tecnica” ma riesco comunque a divertirmi e fare anche qualche tratto bello veloce, certo ogni tanto le chiappe si stringono: incroci qualcuno che non si sposta e sai di non riuscire a fermarti o su tratto molto molto smosso devi lottare con una ruota che continua a bloccarsi, ma tutto sommato è una sfida avvincente (e anche divertente). Il problema vero però arriva appena inizia un tratto cementato, la bici prende velocità, cerco di non stressare un freno ormai stanco (le pastiglie sono quasi a zero e il disco ha preso una colorazione poco rassicurante) ma a un certo punto mi molla…. Panico! Lo strizzo quanto posso e metto giù i piedi pronto a saltar giù e lasciare la bici per la sua strada ma per fortuna riesco a fermarmi avvolto dal fumo e dal classico tanfo di freni bruciati. Da quel punto le frenata anche con il disco freddo cala drasticamente così cerco le pietre e non il cemento e tutto quanto possa farmi rallentare e fortunatamente riesco ad arrivare a valle sano. Batterie completamente finite tranne la mia, incredibile l'unica cosa che funziona!.Di avventure in moto ne avevo fatte tante, i più vecchi del gruppo ricorderanno l’anno delle le forature alla Via del sale o la coppa motore riparata con una monetina e la bicomponente, ma in bici a parte qualche foratura non mi era capitato altro.Comunque giro spettacolare che spero prima o poi di poter rifare anche in moto… (“infiltrato” trova qualche permesso!) oppure... che so... iscriviamoci alla protezione civile (cosa giusta a prescindere) che forse ha una sezione motociclistica, andiamoci di notte in pieno inverno!
!
Dimenticavo, il noleggiatore mortificato mi ha dato un buono per il prossimo noleggio…. A volte basta poco per scusarsi.
Ci sono dei posti che ti rimangono nel cuore, ricordo la prima volta che feci questo giro fu per puro caso, c’era un incidente o una delle tante frane e la gardesana era chiusa e con un amico abbiamo cercato una strada alternativa per tornare a casa.... chiedi a questo chiedi a quello alla fine ci mandano su questa magnifica strada poco frequentata tutta pietre e sassi, con con paesaggi magnifici sul lago di Garda. Da quel giorno la feci almeno una volta all’anno, qualche volta era bella, ben tenuta altre era una pietraia difficile da percorrere con quasi 200Kg di moto ogni tanto anche con il passeggero (anzi passeggera), ogni volta era sempre più frequentata, un anno ci trovammo persino un tedesco con una Saab cabrio bloccato tra le rocce, toccavano solo i due paraurti! altre volte una comitiva di tedesche con dei piccoli furgoncini 4x4 che si arrampicavano come capre tra gli stretti tornanti scoscesi, ma soprattutto tanti tanti enduristi soprattutto stranieri. Leggenda vuole che Ktm portasse qui le moto da far provare ai suoi concessionari, fattostà che dopo qualche anno ecco comparire un bel cartello di divieto alle moto (ma non alle auto!!), una presa per i fondelli. Però… c’era lo stratagemma, bastava dormire o mangiare in uno dei rifugi lato bresciano che il comune rilasciava i permessi, e così anche al ritrovo internazionale ITT riuscimmo, anche grazie a un “infiltrato” 😊 della zona a ottenere i permessi. Da li in poi non fecero più permessi e la strada diventò (forse giustamente) appannaggio di un turismo non motorizzato, aumentato in modo esponenziale con l’arrivo delle e-bike, la salita è notevole dal lago di Garda tra saliscendi sono circa 2300m, però mi è rimasta nel cuore.
Così, visto che dalle mie parti fare fuoristrada in moto è più difficile che vincere all’enalotto pur di rifarla mi sono anche io convertito alle due ruote con pedali (assistiti) e sabato partiti di buon ora da Riva del Garda con batterie ben cariche ci siamo diretti verso il passo. Purtroppo i problemi iniziano subito, la mia bici ha il display rotto, non vedo la carica della batteria, il canotto telescopico che funziona male e un freno posteriore che ulula. E’ la prima volta che mi capita una bici malmessa, personalmente uso una full muscolare, la E-bike preferisco noleggiarla per le volte che mi serve, sempre aggiornata senza avere problemi di batteria, gomme manutenzione… FRENI!!. mi avevano avvertito che il diplay non funzionava ma era l’ultima disponibile, ma dai miei calcoli il giro sarei riuscito a farlo con una carica. Che non mi avevano avvisato era della sella che si rivelerà l’ultimo dei problemi. Comunque si parte, di buon passo sfruttando poco l’assistenza visto che il dislivello da percorrere è notevole, sentiero del Ponale, lago di Ledro, un paio d'ore e arriviamo senza troppa fatica all’imbocco della strada per il Tremalzo, tutto fa presagire per il meglio se non che il mio freno posteriore non da segni di vita (e abbiamo fatto solo salita!) la leva va a vuoto e solo dopo una decina (che dopo poco diventeranno una cinquantina) di pompate inizia a prendere… chissenefrega.. una meta è una meta… non mi fermerà certo un freno (ragionamento quantomai stupido se fatto… in salita!!) , comunque ci arrampichiamo sui magnifici tornanti, il fondo è peggio di quanto ricordassi, probabilmente non passando auto non viene compattato dal peso, o forse è solo una stagione particolarmente piovosa che l’ha peggiorata, fattostà che ci sono lunghi tratti a pietra smossa, a pochi km dalla vetta ecco che la batteria di uno dei miei amici dice basta! È al 5% e sul ritorno ci sono ancora salite, si ferma, in due proseguiamo, io confido di avere ancora batteria visto che il display non si vede ma grazie al mio peso abbastanza limitato e al fatto di aver pedalato parecchio infatti... uscendo dall’ultima galleria vediamo il rifugio… meta raggiunta! Abbiamo delle pastiglie di ricambio per cui mi fermo per capire se riesco a fare qualcosa col mio freno in vista della discesa, magari montando pastiglie nuove si risolve, ma noto subito che il disco pieno di olio, evidentemente la pinza è rotta e i pistoni hanno rilasciato l’olio. Ok qualche foto, un po’ d’acqua una barretta per riprendere energie e invertiamo la marcia, i primi metri sono di prova… ci sono strapiombi notevoli, tornati che danno sul nulla, noi la chiamiamo anche la “piccola via del sale” per la somiglianza con il tratto Monesi-Limone con i tornanti panoramici qui più stretti e scoscesi ma a volte con la vista lago che la Vds non hai!, pian piano ci prendo “la mano” faccio delle dita sinistre il mio ABS cercando di non far scivolare mai la ruota nemmeno sulle pietraie smosse e allo stesso tempo quando possibile rilasciare il freno per non far scaldare troppo il disco… è una discesa decisamente “tecnica” ma riesco comunque a divertirmi e fare anche qualche tratto bello veloce, certo ogni tanto le chiappe si stringono: incroci qualcuno che non si sposta e sai di non riuscire a fermarti o su tratto molto molto smosso devi lottare con una ruota che continua a bloccarsi, ma tutto sommato è una sfida avvincente (e anche divertente). Il problema vero però arriva appena inizia un tratto cementato, la bici prende velocità, cerco di non stressare un freno ormai stanco (le pastiglie sono quasi a zero e il disco ha preso una colorazione poco rassicurante) ma a un certo punto mi molla…. Panico! Lo strizzo quanto posso e metto giù i piedi pronto a saltar giù e lasciare la bici per la sua strada ma per fortuna riesco a fermarmi avvolto dal fumo e dal classico tanfo di freni bruciati. Da quel punto le frenata anche con il disco freddo cala drasticamente così cerco le pietre e non il cemento e tutto quanto possa farmi rallentare e fortunatamente riesco ad arrivare a valle sano. Batterie completamente finite tranne la mia, incredibile l'unica cosa che funziona!.Di avventure in moto ne avevo fatte tante, i più vecchi del gruppo ricorderanno l’anno delle le forature alla Via del sale o la coppa motore riparata con una monetina e la bicomponente, ma in bici a parte qualche foratura non mi era capitato altro.Comunque giro spettacolare che spero prima o poi di poter rifare anche in moto… (“infiltrato” trova qualche permesso!) oppure... che so... iscriviamoci alla protezione civile (cosa giusta a prescindere) che forse ha una sezione motociclistica, andiamoci di notte in pieno inverno!
Dimenticavo, il noleggiatore mortificato mi ha dato un buono per il prossimo noleggio…. A volte basta poco per scusarsi.
Ultima Modifica 14/10/2025 11:06 da AsK.
I seguenti utenti hanno detto grazie : gfleck
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- Gabor
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13/10/2025 12:57 #2
da Gabor
Gabor - AL, 135.000 km su due transalp
Risposta da Gabor al topic Passo Tremalzo
Solo il vero ed inimitabile Lucido può partire con una bici a NOLO ed avere in tasca le pastiglie freno di ricambio! UNICO.
Per quello ti voglio portare con me sulla VdS, quella vera. Qualsiasi cosa si rompa, me la aggiusti!
Per quello ti voglio portare con me sulla VdS, quella vera. Qualsiasi cosa si rompa, me la aggiusti!
Gabor - AL, 135.000 km su due transalp
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- paolo
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13/10/2025 13:31 #3
da paolo
Risposta da paolo al topic Passo Tremalzo
A dire il vero è stata una casualità il mio amico aveva gli stessi freni e lui il ricambio, io non avevo nulla tranne una camera d'aria e il n.di telefono del noleggiatore!
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- paropao
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04/05/2026 19:52 #4
da paropao
Risposta da paropao al topic Passo Tremalzo
Caro Paolo,
dopo 25 anni ho perso un po' di capelli rispetto alla foto (io sono quello con gli occhiali) e, pur mantenendo sempre la stessa TA, anche io ora ripiego su una e-mtb, più consona...quanto meno ai tempi. Ma quel giugno 2021 è stato il mio primo viaggio in moto e la mia prima esperienza in fuoristrada. Ricordo sempre te e tua moglie con affetto e vi sono ancora grato per l'ospitalità della sera prima.
dopo 25 anni ho perso un po' di capelli rispetto alla foto (io sono quello con gli occhiali) e, pur mantenendo sempre la stessa TA, anche io ora ripiego su una e-mtb, più consona...quanto meno ai tempi. Ma quel giugno 2021 è stato il mio primo viaggio in moto e la mia prima esperienza in fuoristrada. Ricordo sempre te e tua moglie con affetto e vi sono ancora grato per l'ospitalità della sera prima.
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- paolo
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04/05/2026 22:04 #5
da paolo
Risposta da paolo al topic Passo Tremalzo
Belle foto.. che ricordi..
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