Hasta la fin del mundo... in Vespa!
(di Lorenzo Franchini)
Cosa spinge a portare delle piccole ruote da dieci pollici verso strade polverose, in uno dei posti più sperduti del pianeta? Voglia d’avventura? Passione? Incoscienza? [...] Nel racconto le immagini si susseguono, pare di sentire il vento che ti accompagna nella Pampa fino all’estrema Patagonia, quel vento che piega la Vespa e urla di solitudine, mentre i protagonisti si stringono aggrappati ai manubri dei loro scooter. Strade, polvere, pioggia e briciole di umanità incontrata lungo il percorso. [...] Più si è piccoli e più il mondo appare immenso, dove cielo e terra si confondono fino a toccarsi in un generoso abbraccio. Così è stato per questi uomini e le loro Vespa.
Hasta la fin del mundo... in Vespa!
A.Car Edizioni
2009 - Pagine 395
Prezzo 19 €
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Lessi questo libro qualche anno fa, quando l'autore era ancora in vita. Il libro narra di un incredibile viaggio, fatto da Bettinelli, con una Vespa, attraverso Americhe, Siberia, Europa, Africa, Australia, per 250.000 km in solitaria, in cui descrive ogni aspetto del suo viaggio: la preparazione e lo studio degli itinerari, passando intere giornate a studiare cartine e guide, le difficoltà per ottenere visti e permessi, il modo in cui riceve finanziamento e assistenza tecnica da parte della Piaggio e sue correlate sparse per il mondo, l'ambiente, i paesaggi, le persone e le genti dei paesi che incontra, i rapporti sentimentali che ha occasione di vivere.
Due ragazze trascorrono una vacanza "itinerante" in Islanda; al ritorno in Italia, una di loro scrive il libro; sembra un'operazione editoriale preconfezionata.
"Farsi ospitare è un'arte ormai persa dal viaggiatore contemporaneo. Per me è stato il miglior modo per scoprire le usanze e la cultura di altri paesi".
Christopher McCandless un giorno abbandonò la famiglia, gli amici, il mondo in cui era cresciuto, e vagò per due anni per l'America, in autostop, senza soldi e senza volerne. Con un libro sulle piante commestibile e del riso nello zaino raggiunse il Messico in canoa lungo il Colorado, quindi risalì fino in Alaska, dove si immerse tra i suoi boschi e qui fu ritrovato morto, presumibilmente di fame.
L'autore, ultrasessantenne in pensione, percorre le coste occidentali irlandesi in solitaria, in sella a una bicicletta. E' l'occasione per raccontarci delle costruzioni preistoriche, delle regioni desolate, delle coste a dirupo sul mare ma anche delle chiacchiere con la gente del luogo, gentile e accogliente, della loro storia, dei soprusi subiti dagli occupanti inglesi. Spiritoso e curioso, a volte in modo ingenuo e puritano, ma sempre piacevole da leggere, come ci si aspetta da un "eccentrico gentleman inglese".
« Il fatto che potessi uscire di casa e camminare per tremila chilometri fino alla Georgia, oppure prendere la direzione opposta e arrampicarmi sulle White Mountains, fino alla fiabesca prua del Mount Katahdin, sospeso su un letto di foresta settecento chilometri a nord e immerso in uno scenario naturale che pochissimi esseri umani hanno avuto l’occasione di contemplare, mi pareva un’idea straordinaria. Al punto che una vocina nella mia testa cominciò a sussurrare con una certa insistenza: "Figata! Andiamo!" »
Ho già avuto modo di segnalare questo scrittore brillante (v.
"In Vespa. Da Roma A Saigon" è un libro fantastico. Mi è piaciuto tantissimo: sia per i contenuti, sia per la forma. Scritto in maniera diretta, ironica, avventurosa, è la narrazione simpatica e coinvolgente della prima volta di Bettinelli. La sua prima grande avventura in vespa. E come ogni prima volta, anche questa resterà irripetibile.
"Durante un soggiorno in Indonesia Giorgio Bettinelli riceve in regalo una vecchia Vespa. Fino ad allora non aveva mai guidato un veicolo a due ruote. Dopo il suo "apprendistato scooteristico" attraverso l'Indonesia, decide di tornare in Italia per intraprendere un viaggio da Roma a Saigon, con la sua ormai inseparabile Vespa. Percorre 24000 chilometri, attraverso 10 paesi. Ciascun capitolo del libro è ambientato in una delle diverse nazioni e narra di strade in pessime condizioni, di paesi "difficili" o tormentati da conflitti e guerriglie interne, ma anche di momenti di sfrenata libertà, di paesaggi indimenticabili e incontri con le persone più svariate, sullo sfondo di un'Asia misera e opulenta, tragica ed esilarante."