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Un lunedì qualunque - Paolo Lucidera

Autore: Paolo Lucidera

 


custom PEG2

 

Si sa, la vita è fatta di tappe e ogni tappa porta con se esperienza soddisfazioni ma spesso uno scotto da pagare e quando leggo di "voi" che (ancora) godete la moto viaggiando in capo al mondo un po' di sana invidia la provo.

Però ogni tappa ha le sue soddisfazioni… : "forza dai che è tardi…" è sempre tardi…. ogni lunedi' martedi' mercoledi'…. è tardi.

Scendo veloce le scale dopo aver in ordine inverso, chiuso la porta, messo il giubbino, i guantini rossi, lavato i denti, fatto la coda, preparato la colazione, vestito, lavato, coccolato e svegliato la piccola Gaia e me ovviamente… tranne per i guantoni rossi…. sono suoi e.. guai a chi li tocca.
Scendo e apro il garage… "eccoci!"…. è novembre, autunno avanzato, ma ormai da due mesi il tempo è estremamente clemente anche qui nel nord padano, la nebbia ancora non ha fatto capolino e il freddo
sopportabilissimo, il traffico invece no e la moto è ancora un gustoso quotidiano piacere.
"Su dai che partiamo", la sistemo sullo stamatakis e subito si aggrappa alle pratiche maniglie, grande invenzione questo seggiolino, è un po' caruccio, sicuramente il prodotto non li vale quei quasi 200E ma l'idea si, quella li vale tutti e anche di più ...

Mentre aggancio il casco non posso che compiacermi, oggi poi ha le scarpette rosse i guanti rossi quello splendido caschetto sempre rosso dal quale escono i lunghi capelli ricci…. e quel sorriso contagioso…. seduta sulla mia seconda creatura sono un tutt'uno mi aspetterei solo di vederle partire… infatti…. "Papi…. accendo io….. accendo io" "si ma veloce"… allunga il braccio stendendosi sulla sella gira la chiave e preme l'avviamento… un sordo borbottio rimbomba nella corsia dei box… scandendo uno a uno gli scarsi scoppi del motore, motore "vissuto" questo che mi ha portato in quattro diversi continenti, motore che fatica, zoppica ma non cede e rimane "magicamente" acceso senza un filo di gas, come a dire "Eccomi! ci sono anche io".

Salgo veloce… "pronta??" "si pronta" e con un gesto abitudinario abbassa la visiera "come Melandri" (mai capita questa di Meandri ma si sa i bambini sono fantasiosi… molto.. troppo per avere la presunzione di capirli). 

Un colpetto sul tasto al manubrio e il cancello si apre… Gaia ben attaccata alle maniglie canticchia io invece sono mentalmente preso a infilarmi nel cancello ancora semichiuso… usciamo in strada, a quest'ora gran parte del traffico è già fluito, bastano pochi minuti per percorrere i 4 km di strada che ci separano dalla prima meta, chilometri che scorrono liberi anche se servono sempre 4 occhi ……

Eccoci, inutile dire che se i bambini presenti ci guardano con ammirazione come guardano tutte le moto, e ovviamente più grosse sono più fanno colpo e (con tutto rispetto per i bisonti) la Transalp non è certo piccola, i genitori lo fanno con una punta di disprezzo (chissà perché poi…) ... fanculo io mi sento a posto, anzi ci sentiamo a posto anzi siamo a posto, anzi ci sentiamo benissimo, l'aria fresca della mattina ci ha ben svegliati e il sole alto ci mette il buonumore….
Mentre slaccio il casco rosso esce una mamma con un bimbo che ci guarda… la mamma: "guarda… la bimba ha il casco come il tuo…" carica il bimbetto sul poggiapiedi dello scooter gli infila una pesante berretta di lana e parte….. la stupidità umana non ha limiti….
Grembiulino, un bacetto e via…

È tardi… è sempre tardi… mi aspettano altri 10Km… tra strade interrotte per gli scavi della metropolitana e i ponti "saltati" per la realizzazione della terza corsia della tangenziale, le poche rimaste sono un budello d'auto incolonnate, eccessivo anche per una moto (il progresso ha un suo prezzo).
Mi butto tra i campi, una stradina "tuttabuche" e quando piove "tuttofango" disegnata con la squadra tra le varie proprietà terriere: pezzi dritti e curve a 90°.

Quest'estate l'hanno inspiegabilmente cosparsa con uno strato di 25 cm di ghiaia che al primo passaggio m'ha preso di sorpresa e costretto a tirare fuori le palle e tutta l'esperienza africana per non rovinare a terra. Ora della ghiaia è rimasta solo la parte centrale ai lati sono riemerse le solite profonde buche , quindi mi fiondo esattamente in centro con la moto che galleggia veloce scodinzolando sulla sabbia rimasta, è una bella sensazione, anzi è una bellissima sensazione non sei tu che la domini ma è lei che domina te, va dove vuole scappa sculetta e scivola è lei che si diverte e tu devi solo stare a guardare e badare che non esageri!

Non devi mai mollare il gas, devi lasciarla fare, lasciarle scegliere la sua strada senza imporle nulla ma solo dandole una direzione di massima, un "consiglio".... come se stessi crescendo un figlio.
Poi ogni tanto bisogna riprendere il comando altrimenti "ti mette sotto"…. Staccata al pelo, curva a 90 gradi e via … altra curva, questa più bella e ancora più "secca" e scivolosa, subito fuori dalla curva l'unica parte recente della strada, è larghissima (ben due corsie…) non ci sono buche e la ghiaia ancora resiste, snocciolo 4 marce senza aprire troppo altrimenti "mi giro" ad ogni apertura anche minima del gas corrisponde una gustosa scodinzolata, un bel salto e inizia l'asfalto, il motore cala bruscamente di giri e riprende trazione, ancora curva e controcurva goderecce ed eccomi nel traffico centinaia di auto incolonnate ...

Che palle ... 

Altra "deviazione" in pochi sanno che in città, a fianco dell'autostrada scorre una piccola sterrata che salta almeno tre o quattro semafori. Ha una veloce esse da correggere "di gas" stando in piedi sulle pedane, quando non ci sono auto, visto che ultimamente è piuttosto frequentata.
In poche centinaia di metri si raggiungono e superano i tir che transitano sull'autostrada a fianco.
È finita… un semaforo, due minuti ancora e sono arrivato.
È tardi…. è sempre tardi…….
Ripongo il casco e la giacca sull’attaccapanni anche oggi non ho solcato l’erg o attraversato le Ande ma…. potrebbe iniziare meglio la giornata???

Paolo e Gaia
TA '96
Brescia