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Motociclista - Bostro

Autore: Federico Bortolotti alias Bostro

 

Vi racconterò qua la mia esperienza motociclistica, ovvero come sono diventato quel maniaco delle due ruote che oggi sono.

Molti anni fa, quando ero bambino, avevo la mania delle moto. Le guardavo sfrecciare, le aspettavo in ogni strada. Compravo sempre TuttoMoto con la paghetta che mi davano i miei; poi non lo leggevo, ovviamente ad 8-9 anni non ci capisci un cazzo, ma le foto erano fantastiche!
Un giorno un amico di mio padre compra un'auto da noi, e ci lascia in permuta la sua moto. Non ricordo cos'era, ma era una moto da enduro. Lungi da me il sapere cos'era l'enduro, ma ricordo bene come un giorno, d'inverno, mentre noi facevamo una passeggiata a Lignano in spiaggia lui ci passò davanti impennando sulla sabbia...
Mi trovo dunque questa moto in salone, su TuttoMoto facevano un concorso di disegno, ed io ricopiai quella moto. Sperai di vincere la belva in palio fino all'ultimo.
Tuttavia, a casa mia il discorso moto era (ed è, tuttora) vietato. Passano gli anni, ed a malapena i miei mi permettono di usare il vecchio Giò Califfo di mio nonno.
Passano gli anni, ne stavo per compiere 16, ed a quei tempi a quell'età avrei potuto guidare un 125: i miei, convinti per esasperazione dalle mie suppliche, l'anno prima avevano comprato un 125 che avrei potuto guidare anch'io da marzo dell'anno seguente. Mio fratello, tuttavia, decise di schiantarsi su un'auto. Lui è sopravvissuto, la moto no. E con lei è morta qualsiasi mia possibilità di avere, in futuro, una moto: se prima infatti il discorso già era vietato, in seguito divenne vero e proprio Tabù.
Verso i 18/19 anni tuttavia non ce la faccio più: i miei avevano una vecchia NSU Supermax 250cc del 1963.

NSU


Di soppiatto, complice il nostro rettificatore/tuttofare/McGyver Livio (Sempre sia Lodato!), decido di farla mettere a posto "alla buona", deve giusto accendersi ed andare dritta. I miei non riescono a dirmi di no, e comunque gli presento il risultato a lavoro concluso. E così riesco a partire con la mia prima moto! Ed è fantastico! Il primo giorno mi sono sentito un eroe. Era una tragedia guidare quella moto, vibrazioni di continuo, la ruota davanti oscillava a destra e sinistra in maniera enigmatica e per nulla rassicurante, il contakm passava da 0 a 120 e di nuovo 0 km/h ogni mezzo secondo... Tenete poi conto che l'avviamento era a pedalina: un giorno scalciai male la pedalina e questa mi scaraventò dalla parte opposta della moto! Ma comunque... una figata! Un'emozione indimenticabile!
Faccio qualche giretto preparatorio: al tabacchino a prendere le sigarette, a Flaibano a trovare degli amici, in giro per la campagna a casaccio.
I miei non sono per nulla contenti, tuttavia un giorno - ho ormai preso mano con la belva - decido di andare a Lignano. Loro sono terrorizzati. Ma io ovviamente me ne sbatto. Sarà un viaggio lunghissimo, ben 50 km.
Mi preparo come se dovessi affrontare il viaggio di una vita: Timberland, Jeans, Giubbotto in Jeans con toppa di Ozzy sulla schiena, casco Jet (residuo del Giò Califfo), Zaino Invicta con la roba da spiaggia ed una lattina di Fanta per la tappa d'obbligo a metà strada. Faccio il pieno, e parto!
Ancora più fantastico! Per la strada becco pure una banda di motociclisti che mi salutano con quel gesto così misteriosamente affascinante: le due dita! Mi sento uno della banda, vorrei invadere un paese terrorizzando tutti col rombo dello scarico ed uccidermi di birra in un bar lercio dove suonano musica Rock ballata da donne di malaffare!
Non fosse che, non capendo a che velocità vado a causa del contakm ballerino, per paura di superare i limiti vado così piano che sono pure superato da un ciclista. Accelero, e mi faccio un'idea della velocità con le pietre migliari.
A metà strada, al semaforo di Latisana, mi fermo. Mi vibrano tutte le mani ed i piedi, cazzo!!! La sella è pure sfondata, figuratevi! Parcheggio la moto (per inciso, cavalletto centrale, un dramma, era pesantissima), mi siedo su un marciapiede e mi fumo una meritata cicca bevendo la mia ottima Fanta. Tenendo conto che sono alto 1,90 e peso si e no 75 kg... è un'immagine raccapricciante!

Bostro da giovane


Dal semaforo sbucano 3 motociclisti: cattivi, pieni di toppe, catene, bracciali, due con la faccia da tagliagole, il capo su una Harley enorme e con una barba fino al serbatoio. Si fermano a fianco della mia moto, riconosco il barbone come il "capo" poiché lui sta davanti e gli altri due dietro affiancati. Il Capo guarda la NSU, poi me, poi la NSU, poi me... I due suoi scagnozzi seguono in silenzio i suoi movimenti con un ghigno diabolico sulle labbra. Il capo invece ha un'espressione truce, il suo sguardo perfora gli occhiali da sole e mi penetro nelle budella, torcendole.
Capo: "E' tua?"
La sua voce è bassa, gutturale, gorgogliante, come un ruggito sommesso.
Io: "Si".
Silenzio, continua a fissare un po' me, un po' lei. Poi tutto d'un traatto, esplode: "AAAAAAAHHHHHHH!!!!!!!! E' UNA VITA CHE LA CERCO! E' LA NSU SUPERMAX CHE SOGNO!!!".
Me la faccio immediatamente addosso, mentre lui torna silenzioso io mi rimpicciolisco, certo di essere prossimo alla fine. "Minchia, adesso mi sgozza e me la incula! Anzi, grosso com'è basta che mi scorreggi in faccia che mi annienta!".
Capo: "FAMMELA SENTIRE IN MOTO!"
E' un ordine! Butto cicca e lattina e subito salgo sulla moto, tiro l'aria, giro una leva che mi han detto di girare ma non so perché, e dò una pedalata.
La moto non fa neanche uno sbuffo.
"METTICI UN PO' DI FORZA!!!" - Sbraita quell'uomo pauroso!!!
Cristo, me la sto facendo addosso, se non riesco a metterla in moto questo qua mi usa come un tampax per il suo culo e la mia carriera esistenziale finisce in malo modo!
Con tutte le mie forze spingo sulla pedivella, la moto borbotta, apro il gas, e lei va, ruggendo, in moto!
Capo: "Senti che splendido rombo!".
Io sempre più preoccupato penso: "Ed ora cosa mi succederà? In che modo morirò?". Invece quel personaggio incredibile mi dice "Vieni via con noi!". Mi preparo, lui si gira verso gli scagnozzi, poi mi guarda, e facendo un gesto roteando tutto il braccio in avanti urla "ANDIAMOOOOO!" - E partiamo! Tutti assieme!!! Il Capo mi vuole al suo fianco, in pratica viaggiamo io e lui appaiati, e i suoi due scagnozzi dietro appaiati! Mi sento ancora di più parte di una banda, una figata. Occupiamo tutta la corsia, le nostre moto fanno un casino atroce, gli automobilisti si girano a guardarci.
Il capo ogni tanto si gira a guardarmi, mi urla "Fantastica" con la sua voce gorgogliante, ed io gasatissimo di rimando urlo "SIIIII!" ovviamente gorgogliando come lui, ruggendo come una bestia vomitata dagli abominii infernali!
Sono stati i km più belli della mia vita! Ma devono finire, loro devono andare da un'altra parte, il capo mi saluta, mi urla "Tienila bene!", gli scagnozzi fanno un cenno con la mano, e se ne vanno ad un incrocio.
Io continuo ad andare avanti, ormai solo, come fossi ancora della banda, in mezzo alla strada, ogni tanto ruggendo, tuonando un "YEAH!" ogni volta che incrocio un'altra moto! Che viaggio ragazzi! A Lignano mi sono fermato in un negozio di bikers aperto l'anno prima a comprare il mio primo paio di guanti in pelle senza punte, e un portasoldi con la catena marchiato Harley Davidson! La tipa mi palpeggia il culo mentre me lo provo, sono gasatissimo ed eccitatissimo, sinceramente me la sarei fatta lì davanti a tutti! Sono una iena!
Che giornata campale! Peccato che la mia felicità non sia durata molto, poiché i miei, terrorizzati, con la scusa che la moto aveva bisogno di lavori per diventare sicura... senza dirmi niente le tolgono l'assicurazione, e lei se ne torna ad ammuffire in un angolo del capannone.
Dopo questa avventura, il discorso moto è chiuso del tutto. Io provo a lanciare, a 29 anni, l'idea di mettere a posto la NSU, ma nulla da fare. Replico che ovviamente non c'era da star tranquilli per com'era messa, che se fosse riparata del tutto sarebbe meglio per me e per loro. Ma nulla da fare. Disperato, darò il consenso poco tempo dopo (non capisco ancora perché me l'hanno chiesto...) per non averla più davanti agli occhi. La vendiamo, e io non la vedrò mai più.
Tuttavia, come lei se ne va, impazzisco. E' stata come la goccia che fa traboccare il vaso. Penso di continuo ad avere una moto, a quanto sarebbe fico. Spesso andavo in carrozzeria, nel deposito, ad ammirarla, ed ora invece c'è solo un posto vuoto. Poi un giorno, andando in auto a Tarvisio, vedendo tutte quelle bellissime strade di montagna, decido che, a 30 anni, posso anche sbattermene i coglioni del divieto dei miei. Qualche soldo da parte ce l'ho, dovrei riuscirci.
Senza dire niente a nessuno, né amici né genitori, comincio a sfogliare un po' di riviste, a vagare per internet facendo ricerche di moto usate per orientarmi innanzitutto coi prezzi, per capire cosa posso - economicamente - permettermi. Da quando a 16 anni il discorso si era chiuso non mi sono mai più interessato alle moto, quindi non conosco modelli, marche, tipologie, eccetera.
Scopro che esiste una moto fantastica, si chiama "Ducati Monster". Cazzo che bella che è! Guardo i prezzi, sono altini per me, inoltre come prima moto mi fa paura. "Moto da strada" nella mia mentalità ormai deviata dai miei coincide con "Morte". Parlando del più e del meno con amici, che più che altro tentano di capire cosa vorrò farne, alla fine mi dicono di provare con una moto facile per iniziare, e un mio amico mi consiglia una che ha avuto anche lui: si chiama "Honda Transalp". Ha costi di manutenzione bassi, costa poco come assicurazione e come bollo, nonché si trova a poco prezzo. Ottimo, perché io dopo averla comprata resterò con ben pochi soldi.
Mi consigliano anche un'altra moto, si chiama Africa Twin, ma vedo su Internet che costa un botto. Peccato, però, il suo nome mi ricorda tanto quella gara che fanno nel deserto... Ma comunque, il mio obiettivo è... macché deserto! Comprare una moto, imparare ad andare, quindi venderla e comprarmi lo splendido Monster S2R!
Sfoglio ogni sito internet di moto usate, scopro che in Veneto, zona Treviso, gli usati costano ben meno che in Friuli. Vicino a Conegliano trovo una concessionaria BMW che ha una Transalp recente, con pochi km, con valigie laterali, garanzia StilNuovo sull'usato, a 4.500 €. Chiamo, la moto è disponibile per vederla dalla settimana dopo.
Passo una settimana d'inferno, quindi un giorno dico ai miei che devo uscire un attimo prima (mentendo spudoratamente sul motivo) e vado a San Fior a vederla. Bellissima, enorme, nera come la notte, una figata pazzesca. Mi giro, dico al tipo "Dammi il contratto che lo firmo". "Ma non vuoi provarla?" mi dice choccato dalla mia veemenza. Ma a me non frega un cazzo. La voglio, punto e basta.
Tratto un po', giusto per avere il passaggio di proprietà incluso nel prezzo e la batteria nuova. Ancora adesso mi chiedo perché mi sono impuntato proprio sulla batteria. Bo! Non capivo un cazzo, sinceramente, parlavo col tipo ma pensavo di continuo alla moto, a me in futuro sfrecciare sulle strade che avevo visto andando a Tarvisio, bande, risse, alcol a volontà ai motoraduni. La settimana dopo di nuovo dico ai miei che devo andare a trovare degli amici, vado a San Fior e pago la moto. Torno a casa e faccio vedere ai miei (ormai non possono più dire niente) il contratto firmato!
Ne sento di tutti i colori.
Viene il giorno del ritiro, è il 22 dicembre, voglio andare su presto per tornare indietro col sole. Sono circa 60 km, fa freddo e non voglio tornare col buio ché ho paura e comunque farà ancora più freddo. Metto il mio vecchio chiodo, un maglione di lana, guanti, compro un casco integrale, ho i miei jeans e gli anfibi e un paio di calzoni da tuta di riserva. Tuttavia io e mio fratello partiamo con notevole ritardo a causa del lavoro. Arriviamo, il venditore va a prenderla al lavaggio, me la porta, e neppure la riconosco, tanto poco l'ho vista.
primi giorni dal ritiro

C'è una rampa per uscire, il tipo mi fa "Ce la fai a fare la rampa" ed io spavaldo "Si certo, non c'è problema".
Poi ci penso un attimo, e gli chiedo "Una sola cosa: la prima è in su o in giù?".
Lui mi guarda, mi guarda, mi guarda, sale sulla moto, fa la rampa, io lo raggiungo, lui si accende una cicca, me ne offre una e mi dice "Aspetta che ti spiego qualcosa" e mi fa un mini corso di guida, spiegandomi anche fanali, frecce, e via dicendo.
Il parcheggio della concessionaria è grande, con una lunga aiuola nel mezzo: mi dice di fare due prove di guida per abituarmi alle curve. Sono i miei primi metri, e sono gasatissimo, mio fratello mi fa qualche foto ed ancora oggi ogni volta che le guardo mi emoziono. Faccio due giri, ok, ce la posso fare. "Dove devi andare?" mi chiede il venditore. "A Codroipo" rispondo. "Oh signore, chiamami domani per farmi sapere che sei arrivato!" - Sono le 16 circa, il sole cala veloce, fa un freddo becco ed io mi innesto nella statale, con mio fratello in auto che mi segue.
Che figata! Ad un certo punto ho spazio davanti e provo ad accelerare bene! Fantastico, mi pare di sfrecciare alla velocità della luce! A Sacile mio fratello si ferma al nostro salone, fa ormai buio e io mi fermo con lui per mettermi i calzoni della tuta sopra ai jeans. Lo saluto, e parto, da solo: destinazione Codroipo.
Che freddo che ho patito durante quei km! Erano mi pare -4°C! A Casarsa sento le ginocchia bollirmi! Temo un problema al motore, invece sono talmente congelato che ho la sensazione di dolore del bruciore!
In quell'inverno spesso e volentieri presi la moto per fare un giro ed abituarmi a girare. Con amici faccio qualche giro, passano i mesi e sono ormai un bravo guidatore! Mi sento sicuro, la moto mi piace sempre più! E sempre più mi piace la mia Transalp!
La passione del Monster tuttavia rimane, faccio persino valutare la mia, mi darebbero gli stessi soldi che l'ho pagata per un Monster S2R. Ma non sono molto convinto di separarmene. E a questo punto interviene un fatto inaspettato, che cambierà tutto il mio futuro motociclistico (e suppongo definitivamente): conosco un gruppo di ragazzi, la LissTA, appassionati di Transalp. Li contatto perché non capisco se gli scoppiettii della marmitta sono normali oppure no. Risposta: sono normali. Ma leggendo le loro esperienze scopro che con questa moto posso fare anche fuoristrada. Un giorno, convinto dalle loro foto, decido di andare nel Tagliamento, come quando ci andavo da bambino col motorino. Ma non trovo nessuna delle vecchie strade. A Spilimbergo però trovo una bella stradona che si inoltra tra i campi e quindi nel Tagliamento. La vedo, ma devo andare a trovare un amico, quindi memorizzo la posizione.
La settimana dopo ho 3 ore libere dall'ufficio mentre i computer fanno un lavoro da soli, quindi mi vesto coi soliti anfibi, jeans, guanti tagliati, e un nuovo giubbotto da moto preso il giorno prima assieme a Thomas, che l'ha preso con me, identico.
Parto, vado a Spilimbergo, e mi butto su quella strada. Ha piovuto per tutta la settimana ed è pieno di pozze. Fantastico, la moto scoda, il fango sporca tutta la moto, bellissimo! Brum! Brum! Brum! Sono un eroe! Ad un certo punto c'è una pozza molto lunga, 4-5 metri, larga come tutta la carreggiata. Mi fermo. "La faccio? - Ma si, dai..."
La imbocco piano, sento la moto che scivola dappertutto, mi sporgo in avanti per vedere dove va la ruota davanti, e quello (lo scoprirò tempo dopo) è stato il mio errore: carico l'avantreno, la moto scoda, e di colpo finisce per terra in mezzo alla pozza! Io sono steso per metà nel fango! Mi rialzo, il fango mi è entrato persino dentro il casco! Sollevo la moto, e solo quel giorno mi sono reso conto di quanto pesa! Ma ce la faccio. Sento male al ginocchio sinistro, lo guardo, ed il jeans in mezzo al fango è macchiato anche con un po' di rosso. Cazzo! Salgo sulla moto, uno specchio gira a vuoto, la carena è tutto infangata. Tento di metterla in moto ma nulla, mi accorgo però che il pulsante di emergenza rosso è pigiato. Ritento, ma non va in moto; la spia del folle però non è accesa, per cui è in marcia, per questo non si accende! Cerco la leva per metterla in folle, ma non la trovo!!! "Oh cazzo!". La leva è piegata, tutta arricciata! Tiro la frizione, la moto si accende, e riesco a togliermi dalla pozza, ma sono terrorizzato, ho paura di aver ormai distrutto la moto. Metto la povera belva sul cavalletto e mi siedo per terra perché il ginocchio fa male. Tanto ormai sono zozzo! Guardo la leva, con la forza della disperazione la impugno e la rimetto dritta in un battibaleno.
Pulisco un po' di fango dalla carena e sento con le dita qualcosa che non va: cazzo, ho rotto la carena, c'è una crepa di circa 5 cm! Anni dopo, le crepe su questa splendida moto sono molte di più!
Insomma, riesco a ripartire, un tipo con una enduro che incrocio sul ponte del Tagliamento, vedendomi tutto zozzo, mi saluta col pollice alzato, ed io lo mando a cagare! Scopro anche di aver rotto una freccia!
Arrivo in azienda, siamo fortunatamente chiusi, ci sono solo io. Con la pompa lavo alla meglio la moto e vedo meglio graffi, crepa, freccia rotta. Fortunatamente invece lo specchio va solo avvitato. La parcheggio, mi tolgo i vestiti, il ginocchio sinistro è sbucciato e mi fa male. Indosso la tuta antipioggia, l'unico vestiario di ricambio che ho.
Così comincia la mia storia con questa moto. Potreste pensare che dopo un'avventura così mi sia ricreduto sul fuoristrada. Invece, esattamente 3 anni dopo, il 22 dicembre 2008, festeggerò il 3° anniversario di ritiro della mia fantastica Transalp tra le dune del Deserto del Sahara, in Libia. Ormai è irriconoscibile: crepe, vernice opaca, modifiche varie l'hanno profondamente cambiata, e il suo contakm segna ben 65.000 km in più dal giorno in cui l'ho ritirata! Sono stato in giro per l'Italia, in Spagna, in Francia, in Austria, in Svizzera, in Slovenia, in Croazia, ho fatto cavalcate di fuoristrada, corse in fettucciato, sono stato persino in piste da cross, ho conosciuto tantissima gente ad incontri di tutti i tipi on e off-road e in tutta Italia: Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Toscana, Emilia Romagna. Ho viaggiato con la pioggia, la grandine, il sole, di notte, di giorno, con la nebbia e persino con la neve.
Sono caduto tante volte. Ma mi sono sempre rialzato.
Ho scoperto un nuovo mondo, bellissimo, e mi sono anche modificato io, internamente, rivedendo tanti preconcetti che avevo, tanti punti di vista. Quando guardo il mondo, lo vedo con occhi diversi: lo vedo come una lunga strada da percorrere; come se non ci fosse alcun problema di lungue diverse, di culture diverse, come se le dogane siano delle semplici e scomode soste tra varie tappe.
Ora è ottobre 2009, la moto ha quasi 95.000 km, e sto per cambiarla con una Africa Twin. Sono un po' triste, devo venderla perché non ho le risorse economiche per tenerle entrambe, ma mi si spezza il cuore.
Da quel lontano giorno in cui sulla Statale da San Fior di Conegliano ho fatto i miei primi km in sella non mi sono mai pentito, e ogni giorno dico, guardandola: "Il più bell'acquisto della mia vita".
La mia Transalp mi resterà per sempre nel cuore, più di una donna, più di un amico. E, ovviamente, al Monster non ci penso più!
ottobre 2009