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Brevi emozioni dietro casa - Dario Fiumicello

Autore:Dario Fiumicello

mappa

Questa piccola esperienza mi ha fatto capire che puoi viaggiare e puoi ritrovare te stesso anche sui monti dietro casa, anche se dedichi al "viaggio" solo un'ora della tua giornata.

È una splendida domenica mattina e dopo un mese di esilio forzato causa lavoro posso finalmente fare un bel giretto con la mia motazza, rimasta sola e chiusa in garage con l'olio nuovo, il pieno e la batteria staccata.
Riattacata la batteria do un colpetto di avviamento e si avvia subito!

Si vede che non vuole perdere tempo... accontentiamola.
Purtroppo il tempo è tiranno e tornare per due giorni dopo un mese di assenza significa anche fare tante cose... Trovare un momento per dedicarmi a lei è stato veramente difficile, infatti non sono riuscito a ritagliarmi altro che poco più di un oretta, sufficiente comunque a farmi vivere questa breve ma bella esperienza.

Sono le 11 e 30 e alle 13 devo essere di nuovo a casa... Dato che il tempo è poco decido per un giro breve; dalle mie parti i paesi sono tutti simili e tutti attaccati, come un unico grande paesone che corre lungo la strada statale. Quasi ogni paesino però ha il suo corrispettivo in montagna, posti dove generalmente non si va mai perché non c'è molto da vedere o da fare. Io stesso vivo qui praticamente da sempre e non conosco quasi per niente questi paesini. È deciso, si parte alla volta di uno di essi! Uno tra quelli a me sconosciuti è senz'altro Rometta, e considerando che saranno circa una ventina di km da casa si può anche fare. Si parte!

Il primo tratto è tutto di statale, molto noioso, quasi fastidioso...
C'è un pò di traffico, tendenzialmente di gente che si sposta per andare a mangiare da amici o parenti... A quest'ora ormai non ci sono più nemmeno tante moto, mi viene quasi un senso di solitudine. Ho fretta di raggiungere il bivio che mi porterà su verso i monti e sembra che anche la moto sia dello stesso parere; sento che soffre, che vuole salire un pò di giri e che vuole piegare... Coraggio, manca poco ormai.

Si arriva al bivio e le cose cambiano radicalmente! Inizio a salire, la strada è in buone condizioni a parte qualche spruzzata di fango qua e la... Man mano che salgo mi sento sempre più leggero e nonostante per questa strada non passi praticamente nessuno paradossalmente il senso di solitudine è sparito!

Non corro, non spingo, non piego esageratamente (anche perché non ne sono capace). Mantengo un'andatura allegra, mi diverto, mi godo la strada e il paesaggio.

tornanti Rometta


Le montagne intorno sono bellissime e in lontananza si vede il mare. Mi sento bene, c'è quiete fuori e dentro... Ad un certo punto mi accorgo anche che sto sorridendo sotto il casco senza neanche rendermene conto :)

Dopo circa una dozzina di chilometri di tornanti arrivo a Rometta; ogni volta che si entra in un paesino la sensazione è sempre la stessa: sono osservato! È incredibile, non si vede nessuno in giro, neanche macchine quasi... eppure mi sento osservato, sento come se ho in qualche modo alterato la quiete e l'equilibrio delle anime del paese. Mi fermo un attimo davanti ad una porta che conduce al centro storico e mentre scatto una foto mi accorgo che la mia sensazione è confermata: Da una finestra si scorge una vecchina che mi guarda con sospetto :) Sorrido,
scatto e riparto...

Rometta

Dove vado? Ad occhio da qui si dovrebbe poter arrivare a Roccavaldina, un paesino dove sono già stato altre volte, ma solo per andare a mangiare una pizza con amici; ci sono tante cose carine da vedere li e più di una volta mi sono detto che sarei dovuto tornare a vederle, ma ovviamente non l'ho mai fatto. È la volta buona; anche se il tempo è tiranno qualcosa riuscirò a vederla.

Resta solo da capire se ci posso arrivare... Parto in quella che sembra la direzione giusta e fortunatamente non vengo smentito: Roccavaldina 6! Questa strada non l'avavo mai fatta! Pochi tornanti, poco dislivello, molti alberi ed un panorama bellissimo... Si vede fino ad oltre Milazzo... Peccato per la solita raffineria che si interpone nel mezzo tra montagne e mare... come una ferita in un quadro bellissimo.
In un rettilineo finalmente vedo un altro motaro che sale in direzione opposta con un GSX. Suono e alzo la mano in segno di saluto ma lui non mi degna neanche di un lampeggio... "mah, si vede che non si diverte..." penso.

Arrivo a Roccavaldina e finalmente mi dirigo verso la parte vecchia che non ho mai visto. Qui c'è più gente, le strade sono minuscole e la sensazione di essere osservato è fortissima, mi causa un pò di disagio.
Cerco di infilarmi tra le stradine, così strette che due moto quasi non passerebbero; Ad un certo punto esco da una di queste viuzze e mi trovo di fronte il castello. Rimango quasi a bocca aperta mentre due mamme con i loro bambini mi osservano con curiosità. Faccio due foto e decido di tornare indietro... ormai sono le 12 e 30 ed è ora di rincasare.

Castello Roccavaldina

Ed ecco che mentre torno verso la statale mi cascano gli occhi su un cartello: S. Salvatore!
Il paese lo conosco molto bene per via di vecchie storie del passato; la strada non è bellissima, una discesa molto ripida e scivolosa, però una volta li potrei ficcarmi nel fiume e farmi un paio di chilometri di strada bianca... Perché no? Andiamo!

Arrivo al paese, tutto è rimasto quasi come me lo ricordavo, ma non è questo che mi interessa, dirigiamoci verso il fiume.

fiume

Si parte! Sono pazzo lo so; ho le stradali, il bauletto, la giacca nuova e mia madre e la mia ragazza mi aspettano per pranzo, ma il fascino di quella strada è irresistibile. Inizialmente cammino piano, non mi sento molto sicuro... Ho la patente da 5 mesi, sono rimasto un mese fermo ed è la seconda volta che metto le ruote in una strada bianca.

Il senso di insicurezza dura poco; la moto non resiste al fascino del  fuoristrada e mi trascina con lei... Corro, freno, sbando, derapo... 

Fantastico... adesso non sorrido più, urlo di gioia come un bambino  sull'altalena mentre sono in piedi sulle pedane e tento goffamente di parare i colpi. Passa anche un tizio con un moto cross, lo saluto suonando e sbracciandomi e neanche questo mi considera. Chi se ne frega, vuol dire che non si sta divertendo, mi dispiace per lui!

Fortunatamente finisco la strada bianca indenne e felice... Mi restano solo un paio di chilometri e sono a casa.
La poso in garage, mi resta anche un pò di tempo per toglierle la batteria e metterla sul centrale con le ruote in aria. Dovrei essere triste perché per un altro mese non la potrò prendere, invece sono
felice! Abbiamo girato solo per un ora abbondante, facendo 45 km, eppure è stato uno dei giri più belli che abbia mai fatto, e l'ho fatto dietro casa!

Ci vediamo a Dicembre, sicuro che non appena ti toglierò il telo e rimetterò la batteria ripartirai in un lampo, pronta per nuove emozioni.

Dario
TA 99 50th