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Quando proprio non vuoi tornare a casa . . .

Autore: Dario Fiumicello

Esci da lavoro, salti in sella e ti avvii verso casa, ma arrivato davanti alla porta vedi i colori del tramonto, l'Etna sullo sfondo e un cartello che indica "Belpasso"!

 

Andiamo, non abbiamo niente da fare a casa, il serbatoio e pieno e la strada invita... In men che non si dica ti trovi a guidare per le tortuose strade pedetnee, con quella moto che conosci da cosi pochi giorni ma che ti tranquillizza ad ogni curva, ad ogni piega, ad ogni frenata. Il paesaggio ti rapisce, il cielo diventa rosso e si vedono le fumarole del vulcano, sempre attivo.

Non fai in tempo ad ammirare il panorama che il paesaggio cambia improvvisamente e invece di passare tra case, muri ed alberi ti trovi sopra una vecchissima colata di lava che la strada sembra tagliare goffamente.
Rimani a bocca aperta passando su quella distesa nera di niente che un tempo ha travolto tutto e tutti; rallenti, quasi impaurito, come a rispettare quella forza della natura che secoli fa si è sprigionata in quei luoghi. La moto sembra fare lo stesso ed il motore si placa, sembra quasi che anche lui stia ammirando rispettosamente questo spettacolo.

Così come è comparsa improvvisamente la colata sparisce ed inizia una tortuosa discesa... Lei ti da la massima confidenza e sembra divertirsi più di te nell'affrontare quelle curve, accompagnandoti nella discesa verso Paternò.

Le curve finiscono ed inizia la strada a scorrimento veloce... Non hai voglia di correre, non serve... Metti la quinta e ti tieni sugli ottanta, non serve stirare, non serve spingere oltre. Ormai il sole se ne andato e l'aria e finalmente fresca e piacevole da sentire.

Sei quasi arrivato a casa, un ultimo incrocio ti separa dal garage dove la riporrai con cura; non c'è nessuno e siamo in leggera salita e come per salutarla decidi di spingere a fondo in seconda marcia. Improvvisamente quel motore che è sembrato così dolce e gentile diventa forte, aggressivo, lo senti urlare mentre ti spinge con violenza all'indietro quasi sollevando la ruota anteriore. Eppure gliel'hai detto tu, sei stato tu a dirgli di urlare e di spingere come solo lui sa fare, e così ha fatto, dimostrandosi forte e possente come non l'avevi mai sentito, ma sempre senza farti paura, senza metterti a disagio. Ti ha regalato un'emozione stupenda, un qualcosa che non avresti mai pensato ti potesse far provare, e mentre torni a casa dopo averla riposta con cura sorridi pensando alle sensazioni che ti ha saputo regalare, e ti senti felice!