2011 - Quattro Passi a Nord-Est - 18/19 Giugno

 

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Foto:
Foto di Franco "Franz" Franceschini
Foto di Giuliano Chiavellin
Foto di Charalampos "Babis" Lalenis
Foto di Giuseppe "Beepi" Candeago

Video:
Video di Charalampos "Babis" Lalenis

Report:
Franco "Franz" Franceschini - Franco "Diws" Di Vito - Davide Fantin - Paolo "PaoloFo" Consiglio - Cosimo "O' professore" Laddomada - Luciano "Lupa" Lupatelli  Giuliano Chiavellin - Luca "Lawyer" Gagliardi -Alex "Ask" Asquini - Roberto "Roby64" Concetti


Franco "Franz" Franceschini

Ragazzi miei sono a casa. Penso a quanti sono ancora per strada e lo saranno anora per ore! 
A loro in particolare ma esteso ovviamente a tutti, il mio grazie e il mio abbraccio più caro. 
Per chi non c'era e rosica: è stato un incontro bruttissimo, acqua a catinelle, rogne su rogne, mangiare e dormire non se ne parla, litigate da coltello...... non avete perso niente! :-))
insomma: il solito incontro LISSTA. ;-)

Franz

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Franco "Diws" Di Vito

E' finita, la mia prima volta in cui "sono passato dall'altra parte della barricata" mi ha riempito di ansia ma anche di felicità nel constatare che, nonostante il tempo atmosferico non sia stato particolarmente clemente con noi, il calore e l'amicizia dei partecipanti ci ha permesso di superare qualsiasi avversità.
Un ringraziamento particolare ai miei compagni d'avventura veneti che da un'anno a questa parte si sono sobbarcati trasferte onerose per verificare, con la loro esperienza, che la mia parte di lavoro sia "Conforme Lissta" e anche un grazie di cuore a tutti i partecipanti che ci hanno onorato con dei trasferimenti che, di questi tempi, sono diventati dei veri e propri investimenti.
Un abbraccio.
Franco
Transalp Veneta

Davide Fantin

Grazie agli organizzatori per l'ineccepibile logistica del giro di sabato.
Bello veder filare tutte quelle moto senza grossi problemi, a parta al max qualche vaffa a/da automobilisti :-)

Peccato per la gran pioggia. Quelle strade, valli, panorami e vette composta dalle magiche Alpi Carniche ed Alpi Giulie tra Friuli, Austria e Slovenia meritano un bel sole.

Un saluto a tutti, soprattutto quelli che non ho avuto la possibilità di salutare sabato sera prima di rientrare.

Mandi

Davide Fantin
KTM 690 E '09
TA '89 White&Red
Pordenone - Milano

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Paolo "PaoloFo" Consiglio

GRAZIE ! Alle 19,50 ero già sotto casa a Forli'... Alla fine il viaggio di ritorno non è stato così pesante... avevo in corpo tutto l'energico cibo sloveno e probabilmente anche un po' di residuo di grappa al pini mugo (davvero un nettare degli dei )

1.048 Km in 48 ore... Sono stati davvero fantastici, forse Sabato è trascorso anche troppo velocemente e davvero quei posti meritano il Sole per essere apprezzati in tutto il loro splendore... Domenica fantastica, la storia della Grande Guerra mi ha sempre affascinato, non fosse altro che per l'imbecillità umana che l'ha generata, e davvero mi sembra che l'imbecillità umana stia raggiungendo un buon livello anche in questi ns. giorni e l'unica cura che vedo è proprio in quella trama di rapporti e Amicizie che anche la Lissta contribuisce a creare...

Visti i veloci tempi di percorrenza non vedo l'ora di tornare da quelle parti per il 4 sassi... Sperando di non perdermi, anche ieri al Ritorno ho seguito il Lupa, che secondo me stava girando in tondo, ed invece miracolo ci ha fatto raggiungere l'autostrada in un batter d'occhio... Anche se poi con la sua vecchia moto era un po' lento come velocità di crociera :-)

Buon lunedì a tutti.... Oggi sorrido perchè oltre ad aver passato uno splendido week-end so' che mancano solo 11 giorni alla prossima partenza verso i territori Marchigiani....

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Cosimo "O' professore" Laddomada

Arrivato alle 15; ieri sera, tappa a Marinella (Fano).

2500 km in 4 giorni ma si fa volentieri questo e altro per rivedere vecchi amici e conoscerne di nuovi. Ho controllato il peso.... ma porca miseria, non dovrei dimagrire dopo queste sgroppate? E invece arrivo a casa sempre ingrassato. Ma come si faceva a dire di no alle cucine slovena e austrungarica? Eppoi, si sa, in amicizia si mangia di piu' e, soprattutto... si beve come non proprio ogni giorno. La sera di sabato avro' "assaggiato" 3 grappe diverse, oltre ai normali vini della cena...
salutate e ringraziate per me cugini e amici distillatori.
Alla prossima!

p.s. Mi sa che 'sta storia della transalp e' ormai tutti una bufala; sono sempre meno nei nostri incontri, mentre abbondano ktm ma anche altre marche e modelli, persino una BMW ho visto (sigh!). L'unica cosa che e' rimasta e' la... LISSTA, cioe', le nostre brutte facce, la nostra amicizia. Che gran bella cosa...

-- 
Mimmo (o'professore)

Luciano "Lupa" Lupatelli

Tutto iniziò un fine settimana d' inizio ottobre 2010 quando cinque avvinazzati a bordo della Citroen C4 Picasso d'ordinanza s'incontrarono per porre le basi dell'incontro Lissta di TransalpVeneta 2011.
Tanto per farci capire come funziona nelle alpi carniche fu un fine settimana di diluvio universale con fiumi in piena smottamenti e soprattutto acqua a "sece rovesse" (t.d.a.: secchi rovesciati).
La cosa doveva farci capire qualcosa ma la preoccupazione maggiore dei cinque eroi era di non annacquare le scorte di grappa, il giro e le cose da fare erano molte e il supporto chimico era indispensabile.

Girammo, vedemmo, scegliemmo o decidemmo... Tu sai cosa, tu sai dove, tu sai quanto.

Passò un gelido inverno di fredde mail e caldi ritrovi per apporre il sigillo alle decisioni prese... VIA apriamo le iscrizioni e vediamo se a qualcuno piacciono le idee che abbiamo avuto.

Arriva giugno e pare che a molti siano piaciute le nostre proposte quindi siamo contenti e due settimane prima del 4Passi eseguiamo un' ulteriore ricognizione questa volta moto dotati per definire gli ultimi punti e i tempi necessari a fare il lungo giro che è venuto fuori. Anche questa volta la tempestata presa in Austria ci diceva qualcosa che non abbiamo ascoltato tanto la grappa era chiusa al sicuro sotto quattro strati di vetro, goretex, nylon e plastica.

Il 16 giugno sono un po' agitato, quest'anno mi sento particolarmente coinvolto, forse l'esperienza fatta nel 2009 non mi ha insegnato proprio niente.
In ogni caso venerdì 17 giugno 2011 carico moto e moglie e mi avvio verso l'hotel "Ai Cacciatori" a Fogliano di Redipuglia, la base logistica scelta per il 4 Passi a Nordest 2011.
Finalmente, dopo 8 mesi di preparazione, iniziamo a fare sul serio.

A mezzogiorno e mezzo sono all' albergo.
Sono il primo ad ho il tempo per scaricare moto e cambiarmi, poco dopo arriva Franco Diws e poi gli altri: Beepi, Franz e Giuliano.
Incredibilmante Bepi è riuscito ad arrivare da solo senza l'ausilio di nessun aiuto esterno, dice che ha usato il Tom Tom ma secondo me ascoltava i Led Zeppelin.

Franco, il nostro coordinatore logistico "nonlascionientealcaso", ha prenotato un pranzetto in un'osteria a Gradisca d'Isonzo, partiamo mangiamo beviamo e torniamo all'hotel a preparare l' ospitality.

Io alla registrazione arrivi, Giuliano ai gadget, Bepi all' outlet Franz al bar. 

Non ricordo gli ordini d'arrivo ma ricordo che ogni rumore di motore che sentivamo era una festa, abbracci, sorrisi , pacche sulle spalle, spriz e birrette si specano.

Fabbri, Silvia, Drigo e Chiara erano arrivati il giorno prima e miracolosamente la piscina dell'hotel non si è trasformata in un enorme "ponce", in compenso la barista è stata ricoverata in ospedale con il gomito del tennista a forza di spinare birre.

Cosa più unica che rara ad un incontro Lissta tutti arrivano prima di cena; si mangia quel che passa il convento e poi un po' di briefing che ho cercato di tenere con scarsa fortuna dato il tasso alcolico e la mia scarsa credibilità quando cerco di esser serio. Sono comunque riuscito a fare del sano terrorismo preannunciando incroci pericolosi, gallerie con curve a cavatappi all'interno e completamente al buio, oltre che ad innumerevoli tornanti pavimentati a "san pietrini" viscidi anche col sole.
Visto che abbiamo sottolineato l'obbligatorietà di avere appresso un kit di pronto soccorso omologato (obbligatorio in Austria e Slovenia ma consigliato ovunque) e vista la presenza di un noto Vigile del Fuoco nonché Gran Mogol, Giorgio "CipensaGio" Bortolazzo in Aghito, abbiamo dato alcune informazioni sanitarie sul contenuto del kit e su alcuni comportamenti da tenere in caso di incidente con un motociclista coinvolto
Toccando parti basse, ferri vari e chiedendosi cosa si sarebbe dovuto fare se per caso i motociclisti coinvolti nell'incidente fossero due la banda si è quindi ritirata per la notte.
Non prima, però, di aver brindato al compleanno di Mimmo (l'ultra centenario più giovane che conosco dopo Franz e Bepi) e all'annunciazione del prossimo matrimonio tra Giorgio e Silvia (in cui Bepi farà il paggetto porta-fedi più anziano che si sia mai visto).

Sabato, alle 8:30 eravamo già tutti pronti per partire.
Incredibile, non esiste più la Lissta di una volta; ritrovo alle 8:00 per esser sicuri di partire alle 9:00.
Alle 8:45 il serpentone di circa 40 moto è già in strada in direzione di Cividale del Friuli con Franco Diws in testa e io in coda… in mezzo solo il "cuore" (scusate ma mi è venuta in mette la vecchia pubblicità della grappa Julia… chissà perché)
In pianura il tempo è bello e anche caldo ma sappiamo che le cose cambieranno, passiamo Cividale, Attimis, Nimis, Tarcento e i ricordi tornano a più vent'anni prima, a quell'anno passato su quei torrenti, in quelle valli e soprattutto in quelle caserme.
Raggiungiamo la Pontebbana (la statale che porta a Tarvisio) passiamo Gemona e poco prima di Moggio Udinese Franco decide che sta per piovere.
Il tempo di fermarsi, indossare le antipioggia e … piove, da bravo lupo di mare Franco annusa il tempo prima di tutti e se dice "tra un po' piove" allora pioverà.
Ripartiamo, a Moggio Udinese usciamo dalla statale e imbocchiamo la val d'Aupa che porta fino ad… Aupa.
Ask e Lawyer cercano di scambiarsi effusioni senza scendere dalla moto col risultato che si sdraiano tutti e due da fermi tipo domino.
Non so se mettermi a ridere o aiutarli ma siamo tropppppo responsabili e quindi Giorgio e io scendiamo dalle moto ad aiutiamo a rialzarsi i due innamorati.
Una raddrizzata ad un paio di leve e ripartiamo per raggiungere il gruppo.
Arriviamo a Pontebba, e con la compagnia della pioggerella friulana imbocchiamo la strada (ma è più uno stradello) che porta al passo del Pramollo, tutti superano i tornanti in galleria senza incertezze, evidentemente qualcosa del mio briefing era passato oltre i bicchieri di prosecco, valichiamo il primo vero passo montano del giro (in precedenza avevamo già fatto un paio di "selle") ed entriamo in Austria o, meglio, in Carinzia.
La strada che scende dal Pramollo dal lato austriaco è molto più comoda di quella dal lato italiano peccato per la pioggia ma la discesa è comunque piacevole inoltre alla fine c'è il ristorante che ci aspetta.
Pranzo tipico austriaco, accoglienza idem e tempi anche, arriviamo a mezzo giorno e alle due e mezzo siamo già di nuovo in moto.
Siamo a Tropolach e ci dirigiamo verso Hermagor e poi Arnoldstein da cui raggiungiamo la ripida strada che porta al Wurzenpass.
Svalichiamo ed entriamo in Slovenia, scendiamo a Kraniska Gora e affrontiamo i 50 tornanti (metà in salita e metà in discesa del passo Virsc.
Prima del passo facciamo una sosta per visitare una chiesetta nel bosco che ricorda una delle tante tragiche pagine legate alla Prima Guerra mondiale.
La storia racconta che per sorprendere gli italiani che controllavano la valle dell'Isonzo, gli austriaci costruirono quella strada usando come manodopera i prigionieri russi, durante i lavori una slavina ha travolto e ucciso moltissimi di questi prigionieri e in ricordo loro è stata costruita quella chiesetta in stile russo.
Scendiamo dal Virsc e imbocchiamo la valle dell' Isonzo, lungo la strada ci salutano innumerevoli croci e cimiteri di guerra.
La strada e larga e scorrevole, passiamo Bovec e arriviamo a Caporetto (ora Kobarid), un' altra sosta a salutare l'amico Jazbec che ci ospiterà per il 4 Sassi a Nord Est, qualche birra

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togliamo le antipioggia e poi di nuovo in sella verso Tolmino e Nova Gorica rientriamo in Italia, inizia a far tardi quindi tagliamo il giro previsto epassando per Sagrado rientriamo in hotel.
Tutti stanchi ma ho visto solo facce soddisfatte del bel giro appena fatto.

La cena passa tranquilla e i commensali danno fondo alle riserve di grappa di TransalpVeneta al grido di "FAMMI ASSAGGIAURE QUELLA AL PINO MUGOOOO!!!"
Dopo cena provo a ripetermi cercando di spiegare cosa ci aspetta il giorno dopo ma la grappa fa peggio del vino, provo anche a incazzarmi a mettere il broncio ma proprio non riesco a farmi prendere sul serio ;-).

Domenica, la sveglia è più blanda, permettiamo ai coscritti di dormire un mezz'ora in più, dalle 9:15 ci aspettano al sacrario di Redipuglia.
Alcuni ci salutano e si mettono subito sulla via del ritorno a casa ma gli altri si dovranno sorbire una mattinata di lezione di storia con tanto di insegnante.
Assistiamo ad una proiezione di filmati storici e visitiamo il museo della Grande Guerra rimanendo impressionati dalla stupidità umana e dalla sofferenza che questa può portare ad uomini e donne.
Dopo il museo foto di gruppo e visita ai camminamenti, trincee e "doline" del Carso sopra Redipuglia, aggiungendo impressione ad impressione.

Dopo il tuffo nella memoria era giusto prima fare prima un tuffo in uno sterratino e poi un po' di curve per arrivare al ristorante prescelto sul "Collio" sopra Gorizia e Nova Gorica, fortunatamente nessuno a pensato a fare un vero tuffo quindi siamo arrivati sani e salvi a metter le gambe sotto la tavola per un ennesimo lauto pranzo questa volta a base di specialità slovene.

Alla fine i soliti abbracci e promesse di rivederci a questo o quell'altro incontro, ringraziamenti e le classiche domande tipo:"adesso che strada faccio per tornare a prendere l'autostrada?".
Le risposte devono essere state diverse e liberamente interpretate perché dopo due giorni in fila indiana i lisstaioli si sono sparsi per il Collio come un colpo di bambarda col risultato che alcuni sono arrivati a Palmanova, altri sono tornati a Redipuglia e altri ancora si stavano dirigendo spediti in direzione Bulgaria.

Alla fine è finita, è stato un incontro in cui abbiamo messo il cuore e se qualcosa non ha funzionato a dovere spero che saremo perdonati.
Un grazie e un forte abbraccio a tutti i vecchi e nuovi amici che sono venuti a trovarci; a chi è venuto da mille chilometri e a chi ne ha fatti anche solo venti.

Arrivederci a tutti al 4 Passi a nord Est 2013.

Aloha
Lupa

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Giuliano Chiavellin

Tutto chiuso, moto pronta, vado. Se mi sbrigo evito la pioggia prima che mi raggiunga, magari... Troppo tardi. Parte un acquazzone, che mi obbliga a riaprire il bauletto e indossare l'antipioggia.
Parto sotto un diluvio: chissenefrega, non mi fermerà niente! Dopo una ventina di chilometri non piove più e, mentre sorpasso un camion, mi pare di aver intravisto un centauro fermo che armeggia con l'antipioggia. Casco bianco, non ho visto la moto; Franz? Mah?! Mentre ci penso l'autostrada, mio unico grande fastidio, scorre veloce e mi ritrovo all'Hotel Cacciatori, dove aspettano altri dello staff per pranzare assieme. Poco dopo arriva Franz e con un breve trasferimento si dà inizio alle danze... gastronomiche. Eh, sì, è uno sporco lavoro di organizzazione.... ma qualcuno deve pur farlo:-) Franco ha svolto un lavoro molto prezioso e la trattoria è all'altezza del suo buon gusto. In albergo ci dividiamo i compiti per ricevere i partecipanti, aiutarli nella sistemazione, consegnare i gadgets e nella la definizione delle ultime formalità. Nuovi volti, per me, ma anche lisstaioli già incontrati a MotogrigliaTA, pranzo di NaTAle e TT, che rivedo con piacere. Stavolta sono tra i "padroni di casa" e spero vada tutto per il meglio. Nel dopocena, dopo il briefing, si cerca un volontario per il training di primo soccorso tenuto da Giorgio. Incosciente, alla Fantozzi dico: "Vengo io!". Se il mio osteopata avesse visto come sono state manipolate le mie vertebre cervicali probabilmente sarebbe svenuto, ma, a parte un tentato distacco dei miei zigomi con il casco di Mattia, le spiegazioni sono utili e mi fanno scoprire quanto difficile è togliere un casco, se si deve, ad un motociclista a terra. Onore a Giorgio, che, un po' inibito dalla presenza di un medico, se la cava benissimo. Il cazzeggio di contorno, poi, è il minimo della pena ma anche componente essenziale della coesione del gruppo:-D
Notte caldo-umida, non favorisce il riposo. Almeno il mio:-(
Ed eccoci alla partenza, la mattina dopo. Ehi, ma ho addosso un giubbetto "STAFF"! Tutto sommato non è da molto che sono in VeneTA e per me è una bella attestazione di fiducia. Mi sono auto-nominato "apprendista scopa" e seguo Lupa come un'ombra. Ultimo del gruppo, che vedo snodarsi davanti a me sul percorso già provato in ricognizione. Verso la val d'Aupa Franco si ferma per dar modo di vestire l'antipioggia. In effetti, in direzione dell'Austria, il cielo mostra chiari segni, che non tardano a bagnare tutto e tutti. Meno, rispetto alla ricognizione, e spero resti così. Ci sono lisstaioli che hanno fatto anche un migliaio di chilometri per partecipare: si meriterebbero qualcosa di meglio. Tutto scorre senza problemi, anzi, no, un piccolo "domino" tra due TA da fermi. Nessuno si fa male, una carena si graffia, un tachimetro smette di dare indicazioni, una leva del cambio si piega. Mentre mi avvio "trainando" uno dei due sfortunati verso il ricongiungimento con il gruppo, Lupa e Giorgio stanno già raddrizzando la leva ammaccata e presto siamo nuovamente tutti assieme.
La sosta pranzo al Gasthof Strasswirt vicino Hermagor è piacevole. Mi piace, la Carinzia. Mi fa sempre pensare ad un grande plastico con i trenini e le auto che si muovono davvero, così ordinata, pulita. Peccato per il grigio uniforme del cielo. C’è chi ha fatto mille chilometri per arrivare qui, meriterebbe qualcosa di più. Ottimo pranzo, a mio parere, che avevamo già collaudato in fase di ricognizione.
Quando ripartiamo osservo come si muovono Franz, Lupa, Giorgio, Mattia, Beeepi, Ask, Franco. I molti raduni e le migliaia di chilometri di esperienza mostrano che hanno in testa i tempi e le implicazioni del gruppo in movimento. Ho molto da imparare da loro e cerco di rubare con l’occhio quello che posso. Con questi pensieri ci avviciniamo a Kraniska Gora attraverso il Wurzenpass e proseguiamo per la salita del Vrsic. Bagnato. I miei tornanti a destra fanno schifo. Paura?, Imperizia? Il porfido? Mah!? Forse dovrei fidarmi un po’ di più della mia TA, che anche tassellata va benissimo. La sosta per la visita alla Cappella Russa purtroppo non è molto gettonata, complice una meteo che non molla la presa.
Oltrepassiamo il Vrsic e affrontiamo i 52 tornanti che ci portano verso Bovec e la valle dell’Isonzo. Percorso veloce, mai andature eccessive. Franco in testa al gruppo con la kappona è un trainatore formidabile e presto arriviamo da Jazbec per una sosta liberatoria. Nel senso che ci liberiamo dell’antipioggia, che ricacciamo con soddisfazione nei bauletti. Una bella Radler fresca e dissetante, bandane blu sponsorizzate in omaggio per tutti e via di nuovo verso Redipuglia. La bora sta cominciando a fare il suo lavoro ed il cielo si schiarisce.
La cena contrasta un po’ con il pranzo, come quella della sera prima. Peccato, non sembrava difficile fare meglio. Siamo stati presi in contropiede. Alcune grappe sbucate da bauletti veneti riportano la situazione ad un corretto “grado”, ma siamo tutti un po’ stanchi, è stata una bella galoppata. Nottata più fresca, si dorme meglio.
Dopo un temporale la mattina di domenica vede la partenza verso le 8 di Lawyer ed Angelo: it’s a long way… Sono un pigrone e non faccio tempo a salutarli. Penso ancora alla strada che assieme al Prof hanno fatto e che devono fare ancora. Ho promesso che in caso di OrecchietTA 2012 io ci sarò. La bora continua a soffiare ed la giornata lentamente migliora.
Il Sig. Fabio ha modi cortesi e pazienti, oltre ad una solida preparazione sulla materia. E’ la nostra guida al complesso del Sacrario Militare di Redipuglia, di cui conosce ogni dettaglio. Ha esperienza di gruppi, anche meno educati del nostro, e sa che dopo la proiezione dello sfuocato filmato in bianco e nero che apre la visita avrà a disposizione un silenzio quasi irreale per raccontarci un po’ di storia e suggerirci letture critiche degli eventi intorno al ‘15-’18. Lo ascolto con interesse e mi viene in mente il film “Uomini contro” del 1970 di Francesco Rosi, visto molti anni fa, dai contenuti piuttosto crudi, che mi aveva fortemente impressionato. Ne parlo con Franz più tardi, a tavola, e mi conferma le stesse sensazioni. A 53 anni faccio considerazioni e rifletto sulla storia come non avevo fatto a scuola, per immaturità. Mi fa bene. Capisco perché, quando ha “le scatole girate”, il nostro anfitrione racconta con una punta di commozione di venire fin qui e fermarsi ad ascoltare il Silenzio suonato ogni giorno alle cinque del pomeriggio in onore dei caduti. Gli dà una sensazione di pace, lontano dalla frenesia che ci circonda ed a volte opprime, sapere che così tanti almeno ora riposano dopo aver dato la vita per tutti noi.
Foto di gruppo con striscione Lissta sul piazzale antistante il Sacrario e ci spostiamo in moto alle spalle della grande scalinata per una visita a trincee, camminamenti e doline utilizzate come riparo a ridosso della prima linea. Salutiamo e ringraziamo quindi la guida, il pranzo ci chiama.
Un breve e piacevole sterrato, una veloce serie di curve con poco traffico e siamo nuovamente in Slovenia, direzione Goniace. Arriviamo “Pri Mariotu” (Da Mario…) che ci accoglie con una ottima grappa con ciliegia per aperitivo. Il cielo è sgombro, l’aria tersa permette di apprezzare una panoramica del Collio sloveno molto bella. Chiamo Giacomo, ed insieme andiamo a giocare un po’ con un procione tenuto in gabbia. Scatto qualche foto al vivace orsetto mentre con le zampe si sporge e ci accarezza le mani. Certo, libero starebbe meglio. Pranzo ricchissimo: ottima zuppa di porcini, due piatti di carne e pesce, verdure, dolce, caffè, grappa. La colazione un po’ scadente viene presto dimenticata. Mangio sicuramente molto di più di quanto pensavo ma…… troppo buono tutto. Un illusorio quanto digestivo tentativo di riscatto mi fa salire la scala a chiocciola della torre in cemento alta 20/25 metri antistante il locale. Siamo anche in cima ad una collina ed il panorama che si offre spazia dal mare antistante Monfalcone sino alle più alte montagne della Slovenia, ancora innevate.
I saluti, baci, abbracci, gli ultimi scherzi e battute, un po’ di commozione per il termine del’incontro. Lentamente il piazzale si svuota e senza rendermene conto mi trovo in sella ed in movimento, con tanti episodi delle giornate passate in testa. Vado, convinto di seguire qualcuno nella giusta direzione per l’autostrada. Ma… chi? Oltrepasso Franz (ebbene sì, di nuovo…) fermo ad impostare il GPS. Beeepi mi vede convinto e mi segue. Vado piano, tanto, penso, adesso ci raggiungono. No. Ci fermiamo e ci guardiamo. Per fortuna il cervello dà qualche debole segnale e chiedo a Beeepi se deve tornare in albergo a prendere la Mitas che gli avevo portato per la TA. Dài, ti accompagno e poi facciamo un po’ di strada assieme. Interpello il Tom Tom nuovo che mi offre una lunga e complessa serie di calcoli. Ripartiamo, un po’ di su è giù per le colline e strade su cui siamo già passati. Dopo qualche chilometro però diventa evidente che stiamo tornando verso l’Austria! =:-0 Penso al Conte che se la ride, scuote la testa e magari allarga le braccia: il GPS è male! Ah, sì? Mi concentro, finalmente, reimposto il percorso più breve e, guarda caso ci troviamo a ripassare al contrario sullo sterrato della mattina.
Mi immagino la faccia di Beeepi e sorrido. Anzi, peggio, accelero, mi alzo in piedi sulle pedane, ma… non sarà mica la scimmia dell’off quella che mi sta salendo sulla spalla? Ho anche due valigie laterali e il bauletto. Sono io quello che accelera sul ghiaino in un timido tentativo di derapata? La TA scodinzola con delicatezza, lei sa che sono un pivello. Ehi!, Ostorero delle baracche, datti una calmata! Sono solo un po’ di ciottoli di roccia carsica, dove credi di andare? Però è divertente….
Albergo, gomma caricata, caffè, saluti, 39 euro di multa esattamente davanti al Sacrario. I Carabinieri non hanno gradito che io sorpassassi lentamente la coda di auto sulla zona tra le due corsie dipinta a strisce diagonali. Vabbè….. era il mio turno…. Mentre consultavano il prontuario delle infrazioni ne sono passati altri tre esattamente come avevo fatto io. Ma ormai niente poteva scalfire il piacevole ricordo di quei tre giorni.
Autostrada.
Un signore tedesco mi regala l’ultima emozione della giornata: mi “sventola” la sua enorme roulotte davanti al naso mentre sto per sorpassarlo. “Pinzatona termonucleare” (come direbbe Giacobazzi…) da parte mia. Lui per fortuna fa la cosa giusta, accelera e rimette in linea il rimorchio. Tutto bene. Mi sono solo cagato sotto…..
19.30, casa. Doccia, subito, poi faccio un riposino, penso. In realtà mi sveglio tre ore dopo, scarico la moto, la metto in garage, chiudo casa e torno a letto. Domani si torna al lavoro…..

Grazie Amici! Grande LISSTA!
Non sono un fan di Jovanotti ma dico che “Il più grande spettacolo dopo il Big Bang SIAMO NOI!”
A presto!

Giuliano
TA650/06 Silver "Blue Eyes"
Venezia

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Luca "Lawyer" Gagliardi

Quante volte ho iniziato una mail post incontro con la domanda che mi viene rivolta da chi non ha mai provato un incontro LISSTA.

Chi te lo fa fare.

E si perché girare in moto a una certa età non è più tanto semplice. 

I costi poi è meglio dimenticarli ….

E ogni volta a cercare di spiegare e poi sconsolato ti accorgi che non si può.

Gli incontri LISSTA sono diversi sono …

… leggere la mail degli organizzatori che descrivono i sopralluoghi dei giri, il pensiero che a quell’incontro potresti rivedere persone così lontane geograficamente, ma così vicine via etere e soprattutto nel concetto di amicizia.

E così cominci a far cadere il discorso in famiglia, sondi gli umori e compili il forum di iscrizione.

Ti organizzi, sospiri ad ogni rinvio che è prossimo al giorno della partenza e mille pensieri ti si affollano nella mente, mille cose da fare e che non fai.

Poi il bonifico.

Stampi le coordinate iban pensi che il titolare del conto è il LUPA e quindi qualche cosa va storto. La banca vuole più dati rispetto a quelli inseriti nella mail di conferma prenotazione.

Telefonate oltre confine per avere l’indirizzo di Luciano (grazie Franz) e sembra che sia tutto a posto.

Il giorno si avvicina, la moto è li che aspetta, le controlli i liquidi, cambi le gomme montando pneumatici stradali, subisci attacchi terroristici che ti fanno caricare tre felpe nel bauletto e poi usi solo le maniche corte.

Mail su come e quando partire e poi impietosisci un giudice che ti permette di depositare memorie e puoi anticipare la partenza.

Hai appuntamento alle 8,30 con Angelo e alle 6 sei già in piedi che cerchi di chiudere il bauletto e fai la lista delle cose che stai dimenticando …
senti il Professore che è solo e quindi lo aspetterai per strada e finalmente parti.

I primi chilometri sono sempre quelli dei pensieri sul viaggio, della mente che percorre la strada da fare, dell’ansia di arrivare.

Pescara nord e la TA di Mimmo si affianca alla mia. Ma non doveva venire con la Stelvio? Tradito da una batteria.

I chilometri si susseguono, vedi i segnali che scorrono e mentalmente calcoli quanto manca. Quando ormai vorresti solo buttarti a terra e rinunziare a tutto sei lì.

L’insegna dell’albergo altre moto parcheggiate. 

Togli il casco … stiri la schiena e sei accolto dal parcheggiatore … un omone con una magliettina verde pisello fluorescente. Pensi di dargli degli spiccioli, ma è Beeepi, quindi risparmi i soldi.

Soldi che invece Luciano subito ti cerca minacciando giorni di digiuno e astinenza in terra straniera.

I veneti sono precisi e subito a firmare esoneri di responsabilità e manleve : -)

Finalmente puoi abbracciare Alex (ASK) e Franz e andare a fare una lunga e meritata doccia.

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Neanche il tempo di sfoggiare una maglia Decennale, azz. Ce l’avevano quasi tutti e sei lì a salutare Jmmy e compagna di Roma, Dws il Triestino che ti guarda con lo sguardo di chi sa cosa ti aspetta il giorno dopo e via via tutti gli altri.

Giuliano ti fa posto a tavola e sei li in quel clima che non può raccontarsi o descriversi, devi viverlo.

Partono i brindisi e sei a seguire un corso di primo soccorso previo briefing ansiogeno del Lupa che parla di gallerie mannare e curve piovra.

Le risate si sprecano, il soccorritore del povero Giuliano è Mattia…

E suona la sveglia. Colazione e tutti in sella.

Ma prima ci si attarda nel piazzale a rincorrere volti conosciuti a stringere mani di amici che si è costretti a salutare solo per telefono o mail.

Con Fabriii vai sul sicuro e cominci a ridere da subito, un abbraccio a Silvia e un occhio “”disinteressato”” alle loro 690.

E poi la strada comincia a scorrere sotto le ruote. In gruppo apprezzi le tante moto che ti precedono e seguono.

Organizzazione certosina e Franz, Mattia e Beeepi a rincorrere incroci e svolte, il Lupa che controlla tutto da dietro ti fa guidare tranquillo e non c’è ansia neanche per i semafori che ti bloccano all’improvviso.

C’è sempre qualcuno ad aspettarti.

In contrasto con il calore e la luce che si prova nello scambiarsi sguardi e sorrisi sotto il casco con tanti amici vi è il colore del cielo. E soprattutto la promessa di pioggia.

Franco blocca il gruppo e sotto con gli anti pioggia. Scene comiche per chi come me non lo usa da almeno un anno e forse, dico forse si è un po allargato e tutto va più stretto.

Di nuovo in sella e dopo 20 metri ci si ferma davanti a un bar… ma non potevamo cambiarci li? … Tutto infagottato declini anche l’invito della toilette [ e chi trova più niente sotto strati e strati di goretex].

Caffè due chiacchiere con Davide e comincia il vero giro.

Le curve si susseguono una dietro l’altra non hai il tempo di pensare ad altro se non alla strada. Gli occhi vagano su posti speciali, distorti dalla visiera del casco e resi ancora più magici da quel colore acciaio che permea tutto.

La pioggia non da fastidio e sembra che voglia preservare le bellezze che ci circondano creando una coltre protettiva.

L’emozione è tanta e anche per la mia piccola e fidata TA arriva il momento di ricordarmi che ha 11 anni e con me negli ultimi cinque ha percorso 50.000 Km... Infatti decide di mascherare l’età e rompe il rinvio.

Quindi proseguo senza sapere a che velocità si va e quanti chilometri percorro.

La sosta per il pranzo è un altro momento per immergersi nel cima di amicizia tipico della LISSTA. Franco crocerossino mi risolve un problema di risentimento a un polso e sono pronto a continuare il giro.

Si risale sulle moto e curve, tante curve e soltanto curve.

Bellissimo.

Si arriva in albergo e Franz mi indirizza verso un’officina honda dove compro il rinvio a un prezzo modico {Giaco ho pagato l’affarino in teflon 10 euro : - ) }.

Il 4 passi è finito.

Gusto ogni minuto che mi separa dall’augurare la buona notte cercando di parlare con tutti, vorrei che non finisse e invece sotto una pioggerellina la mattina dopo nascondo il groppo che mi si forma in gola nel casco e parto
… 

Lawyer

P.s. un grazie a tutti, scusate se non ho nominato qualcuno.

P.p.s. 19 ore di viaggio fra andata e ritorno, non so se riuscirò a rifarlo, ma vorrei ripartire domani stesso.

Alex "Ask" Asquini

[Flash on]

venerdì 17
ore 17.30 circa... arrivo al "Cacciatori" - già qui avrei dovuto capire... Stefano che era davanti con il GPS tira dritto! (era un chiaro segnale).
Entrando vediamo una festa House con un sacco di sballati ed occhiali colorati da sole, tutti sorridenti e beati, i soliti impasticati...

ore 19.44... non si sa ancora niente dei puglies'... mando un sms a Luca "dove siete?"
ore 19.44 e 30 sec ... 3 moto entrano nel parking... in ordine Mimmo, Luca e Angelo :-)... me li pensavo un pelino più provati.

Cena... un vuoto... tranne il bombolone alla crema ricoperto di cioccolato... quello si, me lo ricorderò bene, tutta la notte...
Dopocena... un ferito, a terra... due soccorritori sopra il ferito... urlano cose indescrivibili... attorno trentacinque/quaranta 
persone che firmano un documento "Se cado voglio stare caduto .. SOLO!"

Notte... bagno, caldo... un elicottero che ronza... bagno... ops sveglia

sabato 18
Si parte... 

Da qui fino alla sosta di Gemona per l'antipioggia credo che Luca, Jimmy e quanti mi erano vicini, avranno pensato che avevo una vespa nel casco, o che ero pazzo... invece stavo solo cercando di spiegare il Friuli... il mio ex-Friuli...

Frasche
"Li vedi ogni tanto i rami secchi ai lati della strada che penzolano? beh lì c'è una frasca!"
Il significato di frasca è Piccolo ramo adorno di foglie e viene utilizzato per segnalare un "osteria" piena di buon vino, salumi e formaggi provenienti di solito direttamente dall'agricoltore.

Puìnt dal Diàul
"Hai visto il ponto lì? E' il ponte del Diavolo di Cividale!"
Costruito in pietra nel 1442, la leggenda narra che per costruirlo i Cividalesi chiesero aiuto al Diavolo.
Questi avrebbe preteso in cambio l'anima della prima creatura che fosse passata sul ponte. Accettato il patto, in una sola notte il Diavolo eresse il ponte, ma la mattina seguente i cittadini fecero passare sul ponte un gatto. Il Diavolo così beffato, dovette accontentarsi dell'anima dell'animale, lasciando per sempre in pace i Cividalesi.

Mariano del Friuli
"Ehi!... qui è nato Zoff, il mitico portiere!... come? non t'interessa il calcio... ok

Aiello del Friuli
"Ehi!... qui è nato Enzo Bearzot, il mitico CT della nazionale!... come? non t'interessa il calcio... ok

Gemona e Venzone
due delle città più colpite dal terremoto del 1976... completamente rase al suolo e ricostruire a tempo di record.

Pioggia... pioggia... tutto grigio... pioggia... stranamente la visiera non si appanna e si guida tranquillo... azz! il telepass!!!!!
Mi fermo sul ciglio della strada, cavaletto... mi giro verso Giorgio e Silvia che erano dietro di me per indicare il motivo della mia fermata.
moto... MOTO... MOOOOTOOOOOO!!!
Sbeng! mi giro... SputOil sdraiata!... Luca che traballa e cade a sua volta... effetto domino lo chiamano... (o era la famosa farfalla mazingazeta che sbatte le ali da qualche parte nel mondo?)
Tiriamo su Luca... quando vedo la benzina che esce dal tappo di SputOil... che benzina! io vedevo gli euro uscire, altro che storie!
su su su... pfiuuuu, ok.
Vabbè... c'ho il pompiere e la scopa... mi raddrizzano le leve frizione e cambio in men che non si dica e si riparte... 

Passo Pramollo Austria... 

SputOil che singhiozza (ancora non ho capito se andava a uno, se mancava di carburazione, so solo che non andava...) 

fame... 

Non mi ricordo molto più... se non i blocchi armati alla frontiera Slovena... preco passport... ops, no, quello era vent'anni fa... quando andavo a fare benza alle 2 di notte ascoltando i Pink Floyd... la fila a fare benza... 1.2 e rotti

il fiume color azzurro... rientro...

Cena... un vuoto... barche... milioni... 5/6 moto nel garage... equipaggio... un lego a forma di tiramelogiù... il nulla... 

Domenica 19
Un tuono... uno scroscio di pioggia... le 6.30, mi alzo.

Colazione... tanti lego a forma di tiramelogiù... I saluti a Luca ed Angelo che si stanno a rifà il culo quadro... Un freddo bisso... 

Sacrario... un prof che racconta la storia dei nostri nonni... un film in bianconero, il museo... Giacomino che mi prende per mano e che mi trascina letteralmente per le altre sale del museo, usciamo fuori, andiamo a vedere le Harley messe di fronte alle nostre... Giacomo: "ma le nostre son più belle!"
Foto di gruppo 1, 2, 3 .....

Doline... su, su... strada bianca... vento, vento... bora.
Il nostro prof che ci illumina sulla zona, trincee... a no, qui era la seconda linea, era tranquilla... cioè abbastanza... la prima linea era 150m più in là. Mi fischiano nella testa i sibili delle pallottole tutt'attorno del film di prima... 

Ecco vedete, li in fondo si vede il campanile di Aquilea

Aquilea!!!
Colonia romana fondata nel 181 a.c. Nel 452 d.c. venne rasa al suolo da parte di Attila re degli Unni...

Si riparte... sterratino sulle strade bianche delle doline... 

Piccolo passo, frontiera italo-slovena... ma dove sono i militari? aah si, roba passata... 

Franz che insulta un sardomobile slavo in padovano stretto...

Colline... curve, curve, colline, arrivo... bora, bora... fame... il liquore alle ciliegie... bah... dolce e poco alcolico... un vuoto, sonno... una panchina con un po di sole al riparo del vento, un pisolino digestivo...
si riparte ... ok, allora facciamo tutti gruppo direzione A4... ok... Lupa (che ha buttato la scopa) e PaoloFo... managgia a loro... pronti via!
vum vum vum vum... vum...
MassaT: "siamo ancora in Slovenia? dovrei..."
"...Danilo...siamo in Italia... "
"... ah ok, niente... "
vum vum vum .... vum ...

mmmmm ma queste strade le conosco... Fratta, Romans d'Isonzo... che caXXo di strada sta facendo il Lupa?
Arriviamo allo stop e vorrebbe girare a sx per tornare a Vilesse... son fuori queste scope dotate di GPS... ragazzi!! giriamo a dx! siamo praticamente a Palmanova!
Io vado... mi seguono... Autostrada... vum vum... Lupa e Paolo si allontanano davanti... Roby64 e Mimmo si allontanano dietro... io e Danilo in mezzo... 
Libeccio e Sivia beccati al distributore... poco dopo Hammer velocità sub (100? 80? 60?) con Gabriele che non osava sorpassarlo, forse per non svegliarlo... 
Danilo mi fa gesti... andiamo! andiamo!!... ok, manetta 6000 giri 130... via...
Vabbuò ... il rientro è il solito rientro... ah si... il gruppo di cui prima... niente, non se fatto niente...

[Flash Off]

[Flesh ON]

Fabbriiii versione spiaggia, un incubo....
Beepi versione House music
Tetesco ti germania da Jasbec - Slovenia versione 300kg, taglia BigXXXXXL, minimo 3 m di circonferenza
Gulash
Minestra di Gulash
Filo spinato (poveri nonni... che macello... )

[Flesh OFF]

Devo dire che è stato un 4Passi particolare molto ricco di emozioni, ...il luogo... i ricordi... le persone... :-)

Come al solito, la banda veneTA compreso i novizi sono stati impeccabili.

A+
AsK

Roberto "Roby64" Concetti

immagine

Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio
dei primi fanti il ventiquattro maggio;
l'esercito marciava per raggiunger la frontiera
per far contro il nemico una barriera!
Muti passaron quella notte i fanti,
tacere bisognava e andare avanti.
S'udiva intanto dalle amate sponde
sommesso e lieve il tripudiar de l'onde.
Era un presagio dolce e lusinghiero.
il Piave mormorò: "Non passa lo straniero!"

E' la prima strofa della Canzone del Piave. Anche questa volta la Transalpveneta ci ha portato indietro nella storia (dopo il Vajont del 2009), fino alla prima guerra mondiale. D'altronde, vista la location, Redipuglia, non poteva che essere cosi. Una domenica tra cimeli, camminamenti e ruderi, testimonianza di quello che quasi cento anni fa la follia umana ha portato centinaia di migliaia di giovani a morire in maniera bestiale.

Ma poi... non doveva essere un incontro motociclistico ? Beh, il giro del sabato ha fatto per due, visto che alla fine il contachilometri si è fermato a 342 km... che forse è un record per un giro di una 40ina di moto. Ma le ottime strade austriache e slovene (tratti da urlo fatti, purtroppo, con gas a metà), una partenza in orario (strano ma vero) e un ritmo abbastanza allegro ha fatto si che si sia riusciti a rientrare ben prima di cena.

Mi ha colpito, nel transitare sulle strade slovene, la particolarità della segnaletica "informale", rivolta in particolare verso gli utenti più a rischio (come i motociclisti) e gli specchi oversize usati in quantità industriale. Ottimo l'asfalto, peccato per i tornanti verso il passo di Vrsic lastricati in porfido. Ma, in complesso, le strade slovene, perlomeno quelle percorse, sono migliori delle nostre.

Bellissimo incontro. Da ripetere. ;-)