2011 - Cuppolone - 02/06 Giugno

 

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Foto:
Foto di Guido e Patrizia "CostaScooter" Costa
Foto di Emanuele "Manè" Ferretti

Report:
Cosimo "O' Professore" Laddomada - Stefano "Bigo" Bigoni - Roberto "Obetto" Pronzato - Angelo "Hunter" Guadalupi - Guido e Partizia "CostaScooter" Costa - Luca Caraffi - Piero "PierPegaso" Barbagallo - Massimo "Maxett" Ettorre - Tiberio "Tibito" Boido - Fabio "FabioTranzarpe" Bellucci  Claudio "Claudiosub1" Panataro - Lory - Emanuele "Manè" Ferretti


Cosimo "O' Professore" Laddomada

Siamo a casa tutti e quattro (Lina, Rosa, Angelo e il sottoscritto).
Un grazie grande grande agli amici della TaRoma: sempre generosi, sempre simpatici, sempre efficienti. Abbiamo pure speso poco e ottenuto molto (sia come albergo che come pasti). E, nonostante l'acqua, giri ben calibrati. Che dire? Al prossimo Cuppolone!

Intanto vediamoci da qualche altra parte... ;-)

Ciao

Mimmo (o'professore)


Stefano "Bigo" Bigoni

Bigo e Dani insieme a Luca e Cristina di Reggio Emilia arrivati sani e salvi dopo 200 km di acqua a dirotto.
Grazie a tutti ragazzi, è stato bello, alla prossima!

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Roberto "Obetto" Pronzato

obetto e obetta arrivati sani e salvi!!!
dopo diluvio e code ......
ma come era vivibile in confronto il traffico di Roma !!
..grazie ancora a tutti!!!
organizzazione fantastica, fantastici i ta romani e fantastici tutti i lisstaioli..
.. siamo stati veramente bene!!!
a presto!!
Obetto

Angelo "Hunter" Guadalupi

Quoto alla grande quello che ha scritto il buon Prof. e giro i ringraziamenti particolari di Rosa per Fabio e Rossella.
Un salutone a tutti di nuovo, assieme ai complimenti sinceri per gli organizzatori
Angelo

Guido e Partizia "CostaScooter" Costa

Grazie a tutti (organizzatori e partecipanti) per le belle giornate passate insieme. 
Per il viaggio solo un po' di coda tra Viareggio e La Spezia. 
Dopo mezz'ora che eravamo a casa il diluvio!!! 
Ciao a tutti e a presto! 

Guido e Patrizia 

Luca Caraffi

Grazie a tutti per lo splendido Cuppolone 2011, anche un pò troppo umido!!!! soprattutto il nostro rientro.

Ciao alla prossima....

Luca&Cristina
TA02Blu
Scandiano(RE) 

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Piero "PierPegaso" Barbagallo

Ciao a tutti,
Grazie a tutti di essere intervenuti... tutti i partecipanti, tutto lo staff che ha organizzato, tutti gli aiuti staff...
Sono stati tre giorni molto belli... un pò, ma non troppo, umidi!

ovviamente seguiranno foto e reportini vari... ;-)

Ciao 

PP

Massimo "Maxett" Ettorre

Un sincero ringraziamento a chi ha partecipato ed a chi avrebbe voluto.

A) come promesso, riporto la mia testimonianza x l'omologazione del "gesto dell'anno": 

Si transitava garuli verso Vigna di Valle in un caldo pomeriggio di Giugno quando una preziosa bandana "TA-Roma decennale" svolazza in aria, smossa dalla moto di Luca & Cristina. Dalla moto che seguiva, con Tiberio e Diana a bordo, vedo uno stivale che esce e raccoglie al volo la bandana! Con serafica calma, Tiberio affianca Luca e gli porge lo stivale con la bandana sopra; Luca, come fosse scontato, raccoglie la bandana e la porge a Cristina. Fantastico! 
Come parte interessata, la testimonianza di Diana non sarebbe stata sufficiente ;-)

B) chiunque fosse interessato a lasciare un report di viaggio o le proprie foto-filmati (20-30 scatti al massimo) può contattare lo staff in LISSTA romana. I Report li mettiamo su ta-roma e le immagini (citando la fonte) le mettiamo su flickr (lavori perennemente in corso) oppure, se già pubblicate sul web, mettiamo il link alle foto direttamente sul reportino.

A presto.
--
Maxett

Tiberio "Tibito" Boido

cosa ne restera'...

il calore (termico e popolare) di Roma!
Giorrgioneeeeeeeeee, semiguarito, automunito, inarrestabile, irrefrenabile, inzittibile!
Lo staff tutto, dalle lezioni di ballo latino ai brief improbabilissimi, alla riffa truccata.
Cibo, cibo, cibo.
La partenza a spinta di certi TA targati RE
La piscina, i professionisti del nuoto (anche sincronizzato) i completini gialli (lei-lui-l'asciugamano e l'elastico per capelli), i conati collettivi.
Il gruppo di "aggregati" tarantini, simpaticissimi, cordialissimi, affabili e socievoli. (ma chi cavolo li ha chiamati???)
Le facce di amici decennali e nuovi gradevolissimi amici!
Il viaggio di ritorno con un muro di acqua di 340 km.

Ma ne e' valsa la pena... eccome!!! Se fossi certo di ritrovarvi tutti, se fossi certo di ritrovare lo stesso spirito. Magari Diana che uscira' dal bagnomaria verso giovedi' ci penserebbe 2 volte... io no!

Ancora compllimentoni. Bella organizzazione, bel gruppone di caciaroni divertentissimi.

Una sola parola: GRAZIE

tiberio-truzzalp-diana-acqua-torino

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Fabio "FabioTranzarpe" Bellucci

E' stato bello rivedere tutti, soprattutto respirare l'atmosfera di un incontro come tale, sebbene per due soli giorni, ma non potevamo fare di più.

Vorrei ringraziare tutti i partecipanti, ma soprattutto un plauso ai Coordinatori ed allo Staff, ed a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita del Cuppolone.

Grazie per questi momenti unici.

Lamps

FabioTranzarpe Roma

Claudio "Claudiosub1" Panataro

E' da ottobre dello scorso anno che conosco i ragazzi della Ta-Roma ad un Birradì un po' speciale, svoltosi a Rieti. Direi che piu' che un birradì è stata una cena pantagruerica...come tutte le altre occasioni di uscite avvenute in seguito! Dire che mi sono trovato all'interno di un gruppo di persone che mi hanno fatto sentire in famiglia è poco!

Per mè che da soli 3 anni vivo nella capitale è stato un fattore importante. In poco tempo le amicizie si sono rafforzate e le uscite moltiplicate, e la voglia di fare un motoraduno con tutti i ragazzi per condividere emozioni, battute, consigli e gogliardate cresceva a dismisura!

La macchina organizzativa con l'anno nuovo si è messa in movimento e un po' tutti coadiuvati dallo staff ci si è prodigati nel dare una mano in ricognizioni, idee e chiaramente pranzi e birre. 

Finalmente il giorno della partenza è arrivato e le nuvole non promettono nulla di buono ( come dice il grande Max:"non c'è Cuppolone che si rispetti, senza pioggia")....bene parto con la mia TA stracarica di borse e Laura la mia compagnia di ventura sale in groppa con un po' di dubbi sulla mia capacità di portare un mezzo cosi' pesante a destinazione senza montare le rotelle laterali. Prima tappa a poche centinaia di metri per inconntrarci con Maxett e viaaaa.......per soli 600 metri.....fermi per mettersi le tute antipioggia...iniziamo bene dice Laura!! Direi che ha avuto il suo battesimo dell'acqua in modo perfetto!!
Roma-Bracciano sotto un nubifragio inimmaginabile.....e dire che le previsioni davano una dolce pioggerella!!!
Comunque arriviamo all'Hotel con la nostra prima sauna senza essere passati dal centro benessere. Scarichiamo le moto e grandanti di acqua arriviamo alla nostra camera, veloce cambio di abiti dopo aver conferito alla stessa camera un aspetto di asciugatoio zingaresco.

Ci presentiamo ripuliti e asciugati al benvenuto dello Staff per le registrazioni di rito, i quali ci accolgono con spumante di benvenuto contornato di spuntini salati! Prime risate e sfotto' sulla mia guida e le conoscenze con gli altri partecipanti che sono già arrivati e che arrivano dopo piu' o meno lunghi viaggi. E' bello conoscerli di persona dopo averli solo immaginati dai loro pseudonimi, persone di tutte le regioni italiane, con diverse estrazioni ma accomunati da una grande passione, la moto!
La serata procede con la cena con la continuazione delle conoscenza e il breefing dei percorsi dei giorni a seguire. Il Mandrake dà sfogo alla sua parlantina nella presentazione principale dando poi la parola a Maxett per la spiegazione storica di cio' che saremmo andati a visitare e avremmo visto lungo i percorsi. Tutti a nanna per il vero e primo giorno di Cuppolone!!

Il sole è alto e la giornata sembra veramente bella, un'abbondante colazione ritrovandoci tutti nella sala del primo Hotel che ci ospita e con Piccolognu (Eugenio) e Maxett decidiamo di andare a fare rifornimento prima della partenza del giro.
Finalmente siamo pronti, le moto sono tutte schierate nel piazzale dell'Hotel, i ragazzi dello staff con le loro casacche gialle danno il via al serpentone, piazzandosi nei punti strategici! Il grande Fabio come apripista e Maxett a chiudere la fila, Mandrache, Piero, il Condor, l'Immortale e Eugenio a fare da staffette.

Il percorso si svolge nell'entroterra con paesaggi di bellezza unica con 2 soste favolose, una per il panorama e laltra per l'interesse storico. Si riparte alla volta della sosta mangereccia, dove ci raggiunge Ciorba che sarà insignito dell'ufficalità di fotografo ufficiale del Cuppolone! Il pranzo è come di prassi all'altezza dei migliori palati e l'occasione per continuare la conoscenza degli altri partecipanti, con racconti e battute glogliardiche le conoscenze si saldano al meglio. Ohi Ohi il tempo è tiranno....nel senso che le nubi diventano nere e i tuoni chiamano acqua....si decide di ripartire velocemente e rientrare in albergo.....ma gli dei della pioggia vincono per 1 a 0!!! Acqua a catinelle fino a Bracciano!! Un drappello decide di rimanere al ristorante aspettando che spiova e gli dice bene, il loro rientro sarà solo toccato da qualche goccia di pioggia.

Ci si ritrova tutti in hotel nuovamente sotto un bel caldo sole chi a fare un tuffo in piscina, chi a bordo lago a chiacchierare allegramente facendo scorrere il tempo per l'ora di cena. Nuovamente seduti a tavola cambiando posto e sedendoci con altri LISSTALIOLI per fare nuove conoscenze e scoprire che fantastiche persone ci sono in Lissta!

Il dopo cena è libero, ma tre strani individui si aggirano a torso nudo sulle loro moto (Mandrache, Il Condor e il grande Giuliano) decidono di andare a prendere qualcosa da bere a Bracciano e di riportarci una bottiglia di grappa 
Chi ha atteso il loro rientro all'entrata dell'Hotel sà a che cosa stò alludendo......gli è proprio andata bene a sfangare lo scherzo che gli avevamo architettato insieme all'Immortale!!!

Questa attesa ha unito il gruppo con simpatiche battute sui nostri "strani individui"! Tutti a riposare per il giro al centro di Roma del giorno dopo. Il sole splende e non c'è una nuvola, le moto sono pronte e i loro condottieri sono pronti per andare alla conquista della città eterna! Si parte e il serpentone si allunga fino alle porte di Roma, dove con vera maestria lo staff si posiziona strategicamente in modo tale che nessuno dei partecipanti è stato distaccato dal gruppo. Prima tappa in pieno centrio a pochi metri della Fontana di Trevi dove la moglie di Giuliano [Natalina] ci ha fatto da guida. Purtroppo il giro è stato modificato per le strade ancora chiuse dopo il 2 giugno ma comunque siamo riusciti ad arrivare per la foto di rito davanti al Cuppolone e tutto il gruppo con le maglie "Arancioni" della Ta-Roma si è posizionato felice per farsi immortalare dal Grande Ciorba! Chiaramente abbiamo immortalato anche il nostro fotografo nel gruppone.

Saliamo nuovamente in sella per fare poche centinaia di metri per arrivare nel famoso quartiere Borgo Pio e parcheggiare le moto in piena zona pedonale e andare a rifocillarci in uno splendido ristorante tipico. Foto e torta di festeggiamento con foto di rito per partire alla volta del museo dell'areonautica che grazie al nostro Immortale ci ha aperto le porte con una visita guidata da un preparatissimo cicerone.

Ultimi km e con il sole che ci ha accompagnato per tutto il giorno, tuffi in piscina, un po' di tintarella e chiacchiarate lungo lago.
Nuovamente a cena per non dire che 4 kg in 3 giorni erano impossibili da mettere in ciccia 
Le conoscenza si saldano in amicizia e il dopocena si trasforma in una grande tombolata con il grande Giorgione che ci ha raggiunto a fare da battitore con la sua verve e simpatia! Premi per tutti e 2 super premi di soggiorno a Palinuro!
Via alle danze non seguite proprio da tutti i Lisstaioli....direi che siamo un po' restii al ballo!! Tutti a anna per l'ultimo giorno.

La mattina ci accoglie con l'asfalto bagnato del temporale notturno ma con il sole che splende, ci si ritrova a colazione con i primi saluti di chi parte e la promessa di rivederci! Il gruppo si è ristretto un po' ma ancora abbastanza nutrito e si parte alla volta di Bracciano per la visita del castello! Anche qua il Grande Immortale ha avuto un ruolo importante, perchè si è entrati tutti con le moto a parcheggiare all'interno del castello e ci ha organizzato una super visita guidata al suo interno.

Altri saluti per altri partenti che tornano a casa, a Genova, Acqui Terme, Torino, Calabria, Truzzalp, O Professore e tanti altri che si saluta con un "groppo" alla gola e la promessa di ritrovarci il prossimo anno. Si riparte per la volta di Tolfa per l'ultimo pranzo del Cuppolone 2011 e fuori del castello c'è Black Lion (valter) che ci aspetta per unirsi a noi ( non oso immaginare con che velocità si è catapultato a casa dopo essere sbarcato dal traghetto alle 6 di mattina per prendere la moto e raggiugerci!!). Si arriva in un bellissimo agriturismio dopo una bella sequenza di curve e con la voglia di dare l'ultima botta alle nostre "panze"!
Qualche irriducibile dello sterrato vista la strada bianche a fianco del ristorante non ci impiega 2 secondi a farsi tentare e saltati insella si sono fatti qualche km di sterrato per poi etntrare tutti insieme per le libagioni.
Un posto caratteristico dove a buffet gli antipasti e prodotti tipici sono in bellavista che ti tentano fino a farti cadere nel piacere della gola!

Il pranzo è volto al termine e i saluti si protraggono parecchio perchè è difficile il distacco da persone speciali con le quali si è riusciti astaccare la spina del cuotidiano e condividere una passione.
Il rientro è stato con Fabio [& Stefania], Valter, Max e Piero [Francesco & Marilisa, Gino]....ma come ogni Cuppolone che si rispetti non poteva mancare l'ultimo "sgrullone" di pioggia che ci ha accompagnato fino a casa!

Direi che come mio primo cuppolone è stato FANTASTICO!!!!!!!
Un grazie particolare all'Immortale che ha permesso grazie alla sua "presentazione" molto della riuscita di questo Cuppolone, tutto lo staff che ha contribuito alla sua realizzazione a Piccolo Gnu per la sua infaticabile staffetta, a Fabio per il suo lavoro di apripista, a Max, che a chiuso il gruppo senza perdere nessun elemento, a tutte le staffette (Mandrache, PP Piero, Alessandro) e scusate se non ho messo i nomi di tutti, non li ricordo 

Grazie a tutti i partecipanti che hanno contribuito con la loro presenza alla riuscita di un eventi che porta la TA-Roma a 10 anni di vita!

claudiosub1

Lory

Sono emozionata sto scrivendo il mio primo report o meglio
in realtà è il secondo ma questa è un’altra storia. Il
mio report vuole essere una descrizione di come ha vissuto
questa esperienza una ragazza che per la prima volta ha
partecipato ad un raduno e/o incontro di moto ....ma non uno
qualsiasi, bensì...il Cuppolone anzi... 

Il decennale del Cuppolone della TA Roma.

Non per dilungarmi,ma il mio report deve necessariamente
partire all’incirca da quattro mesi fa quando per la prima
volta ho sentito parlare del Cuppolone della Lissta con
contestuale invito a parteciparvi. Io non avevo la minima
idea di che cosa si trattasse, nonostante avessi ricevuto
qualche spiegazione al riguardo, ad oggi posso affermare che
allora non ne avevo capito la portata.
Ho cominciato ad avvertire l’importanza e le emozioni
legate a questo evento durante i sopralluoghi a cui
inevitabilmente ho partecipato. Ma soprattutto ho capito,
man mano che passava il tempo, dopo i diversi sopralluoghi,
ristoranti visitati, valutazione dei disegni, che dietro a
questo che può sembrare a chi è profano un incontro di
motociclisti, c’è una vera e propria macchina
organizzativa composta da ragazzi (più o meno giovani !!!!!
) che, barcamenandosi tra impegni personali e lavorativi,
fanno del loro meglio affinchè tutto sia perfetto per
questa occasione attesa tutto l’anno. 
L’obiettivo principale è soprattutto quello di far stare
bene gli altri e di essere degli ottimi padroni di casa. Nei
vari sopralluoghi infatti in più di un’occasione ho
sentito frasi “sai in questo sterrato come si divertono i
ragazzi?” oppure “questa strada ha anche un po’ di
curve ai ragazzi piacerà fare un po’ di pieghe”. In
questo periodo ho imparato un sacco di termini nuovi dove
per me le pieghe avevano il significato prettamente da sarta
ho scoperto un significato alternativo pieno di emozioni che
mi fa chiudere gli occhi, battere il cuore e stringermi
forte al mio centauro ;)
Fatta questa per me imprescindibile premessa credo sia il
caso di iniziare con il report vero e proprio. Essendo la
zavorrina ..ina..ina. di Mandrache... (non c’è
bisogno di presentazioni....) naturalmente se il briefing
era fissato alle 17.00 noi siamo arrivati in quel di
Bracciano alle 10.00 di mattina...del giorno stesso...
però!!!! 
Disfatta la valigia in camera ho la brillante idea di
andare in bagno e chiudere la porta scorrevole e non
riuscire più ad aprirla... chiusa in bagno penso alle
alternative... se chiamo aiuto... e mi faccio salvare da
Mandrache è la fine.... già immaginavo lo sfottò dei
giorni a seguire... forte del mio orgoglio scavalco la
finestra e invece di aspettare il principe mi salvo da
sola... e penso... “manco so arrivata già mi ero messa
nei casini...annamo bene....”
L’intenzione dei primi arrivati dello staff era di fare
un ulteriore sopralluogo del famigerato sterrato per essere
sicuri del percorso e delle condizioni della strada. Con
questa intenzione e con l’adrenalina Mandrache,
Condor e Zalex partono alla volta dello sterrato...
lasciando le rispettive zavorrine in albergo non
propriamente dispiaciute di evitare polvere e sussulti. 
Nel mentre eravamo a bordo piscina a goderci quello che
sarebbe stato l’ultimo raggio di sole (dopo arriva il
temporale ndr) Mandrache mi telefona dicendomi che la moto
di Zalex non ripartiva...ma è in queste situazioni di
emergenza che esce l’estro del vero motociclista...
fortuna che Mandrache ha tradito la Transalp e si è
convertito al BMW come Zalex cosi con un temporaneo
“trapianto” della batteria del Gs di Mandrache al Gs di
Zalex che non ha registrato rigetto ha permesso il rientro
della moto con immensa gioia anche del Condor che era
rimasto a vegliare la moto rassicurandola che tutto sarebbe
finito per il meglio ;))))).
Riportata la moto di Zalex in albergo fervono i preparativi
per l’arrivo dei motociclisti... ma che dico
motociclisti... per me erano tali che ero lì per la prima
volta ...per gli altri era l’arrivo degli amici... ci
prepariamo per il briefing ..io e Pietro confezioniamo i
cartellini. A me hanno dato il cartellino dello staff sono
orgogliosa e grata di questo riconoscimento .... spero di
averlo onorato... lo conserverò caramente....soprattutto
perché so che sarà un pezzo unico e irripetibile...
:-)))))))
Cominciano ad arrivare man mano tutti i motociclisti chi
solo e chi con al seguito le zavorrine, molti di loro hanno
dovuto affrontare le intemperie per cui si vede nei loro
sguardi la stanchezza dei kilometri, ma la felicità e
l’entusiasmo dell’arrivo.
Alcuni di loro li conosco di persona conosciuti nei
birradì, altri li conosco dai racconti sentiti e altri
ancora li ho conosciuti con una stretta di mano ed un
sorriso. Tutti gli ospiti prendono dallo staff i gadgets del
Cuppolone con il programma e si ci dà appuntamento per la
cena. La prima sera è tranquilla lo staff espone il
programma e dà le indicazioni utili sul giro, è occasione
di ringraziamenti e gli immancabili sfottò...cioè ?? 
:-)))))

La mattina del 3 finalmente inizia il Cuppolone
motociclistico, si parte alla volta di Sutri,l’apripista
con a seguito circa 40 moto che iniziano pian piano a
snodarsi lungo la strada prendendone possesso mentre le
staffette bloccano gli incroci affinchè questo lungo
serpentone di moto non venga interrotto.
In questa fase con indosso il gilet giallo in sella da
zavorrina comincio ad assaporare il significato di
“staffetta” : bloccare gli incroci,assicurarsi che
nessuno sia rimasto indietro il tutto mentre ammiro la
fila di tutte le moto ... uno spettacolo entusiasmante.
Dopo aver visitato l’anfiteatro ci dirigiamo al
ristorante che già conosco visto che ci abbiamo santificato
Pasqua tanto per non farci mancare niente.
Nello scorgere minacciosi nuvoloni si decide di tornare in
albergo non senza aver prima indossato le non proprio sexy
tute antipioggia......il temporale inesorabile ci ha
accompagnato durante la via del ritorno percorsa con
prudenza (ebbene si...devo ammetterlo....non ha corso!!!!).

Alla sera la pioggia ci ha dato tregua e dopo la cena pochi
eletti abbiamo deciso di andare a fare un giro al paese di
Bracciano non senza avere goliardicamente indossato i
fratini a petto nudo... naturalmente gli uomini.

Il giorno 4 nonostante i timori dei possibili imprevisti si
parte alla volta della Caput Mundi.... del resto se tutte le
strade portano a Roma... non ce volemo andà noi (o meglio
loro) che di strade se ne intendono.
Dopo una breve tappa a Fontana di Trevi si arriva
finalmente a Piazza San Pietro,per la storica foto dinanzi
al Cupolone, non potevamo esimerci....è o no il Cuppolone
della TA Roma ????
Dopo la solita sosta culinaria a Borgo Pio da Venerina
ripartiamo per fare ritorno a Bracciano passando da Ponte
Milvio.... e noto che a fare da scopa non ci sta una moto,ma
la macchina di Giorgine, e da questo capisco che Cuppolone
non è un raduno di moto ma di amici con la passione della
moto, provato dal fatto che chi non poteva per vari motivi
parteciparvi alla guida della moto pur di esserci vi ha
preso parte con altri mezzi ,chi è venuto in
treno...automobile....addirittura chi vi ha partecipato con
lo scooter (tanto odiato dai motociclisti!!!).
La sera del sabato è stata organizzata la riffa ... che
detta così sembra una cosa banale... ma quando rischi di
vincere gli occhiali e il cappellino della takerite te la
vedi brutta peggio che andà in moto con Mandrache.....
:-)))))))))

L’ultimo giorno inizia con una certa malinconia, alcuni
amici ..(l’ultimo giorno credo di poterli chiamare anche
io così ) fanno rientro a casa e quindi inizia la fase
dolceamara dei saluti con il proposito ormai d’obbligo
“ti chiedo l’amicizia su fb” !!!!!!!!
Si fa la visita al castello di Bracciano che ha visto
nobili ... intrighi... omicidi... matrimoni vip.... e
niente pòpò di meno che....motociclisti ;-)
Ultima tappa culinaria, con i soliti noti che non
rinunciano a fare un pezzo di sterrato... si sa per
alcuni motociclisti la polvere dello sterrato è
afrodisiaca.
Dopo il caffè gentilmente servito da un cameriere dello
staff ... i saluti finali con la consapevolezza di non
essere più gli stessi dai saluti iniziali... di sentirsi
più ricchi... di aver preso un po’ di tutti e dato un
po’ di me.
Il ritorno a casa, la pioggia ci ha voluto accompagnare
fino all’ultimo minuto, ma poi penso non fa niente...
l’acqua poi si asciuga....l’importante è che sia andato
tutto per il meglio.

Il Cuppolone ora ne conosco il significato.

Lory

Emanuele "Manè" Ferretti

C'è un treno variopinto che di tanto in tanto si materializza da qualche parte in Italia per poi dissolversi nel nulla dopo pochi giorni, è una sorta di treno fantasma e non è escluso che i componenti siano degli ectoplasmi tornati in terra per vendicarsi di qualche toro subito in qualche vita passata: è il treno della Lissta. A molti la parola Lissta evoca una sorta di raccomandazione:“sei nella Lissta entri, altrimenti ciccia”, ma a chi questo gruppo lo conosce da vicino, questo nome evoca emozioni, abbuffate, superbi paesaggi! La Lissta è qualcosa di inspiegabile, è un gruppo non gruppo, è una famiglia diamici, di giuda (a volte), una nazione non nazione fatta di mille stati diversi ma accomunati da un'unica bandiera: la transalp. Non è vero, ci fosse solo la moto ad accomunarci, la Lissta sarebbe morta ancora dieci anni fa ed invece va avanti, imperterrita, nonostante le liti, le incomprensioni, le pugnalate alle spalle, e se ve lo dice uno che dalla Lissta si è cancellato qualcosa vorrà dire!

Partecipare ad un incontro Lissta non è semplicemente partecipare ad un raduno di transalp, è qualcosa di bello, pazzesco (spesso), esilarante (sempre), demenziale (ce ve lo dico a fa?). Chi partecipa ad un incontro Lissta deve prepararsi a ricevere una scossa a 3000v: la scossa di chi ti considera uno diloro solo per il fatto di esserci. Diceva mio fratello all'indomani del Primavera 2007:”non conoscevo nessuno, non ero iscritto al vostro gruppo, non me ne fregava un ca@@o delle transalp ma tutti mi hanno trattato come un amico di vecchia data...”. E' un treno strano quello della Lissta, immaginate dei vagoni che vagano solitari in giro per l'Italia, poi arriva un input, un messaggio, una scritta su un sito ed ecco che come per magia questi vagoni solitari si ritrovano in una certa zona, in una certa data, solo per il piacere di stare insieme, percorrere un po’ di strada e di diventare qualcosa di unico, di speciale: il treno Lissta!

Dite che ve la sto menando troppo? No, stavolta no, sfidatevi!

Di tutti i treni che nel 2011 si formeranno sotto le insegne della Lissta, avevo deciso di partecipare a quello dei romani; discorso economico a parte, i romanacci sono forse i più svitati della Lissta (a pari merito con i napoletani che però si sono un po’ persi ultimamente) ed io che di viti a posto ne o poche non potevo assolutamente mancare! Avevo detto che li avrei raggiunti il venerdì a pranzo, ma non ho resistito, ho voluto anticipare la partenza per vedere le loro facce stupite al mio arrivo (questi non sono come certi che non gradiscono le sorprese e vogliono tenere tutte le persone sotto il loro rigido controllo, a loro interessa che uno partecipi e faccia casino!).

fancu@o ai dieci radi di Posta (brrrrrrrrrrrrrrrr :-( ),
fancu@o alla nebbia,
fancu@o alla sveglia alle 4.00 (aiuto!!!!!!!), le facce sorprese e entusiaste di certi personaggi meritano qualche sacrificio!

Arrivo a Bracciano senza manco aver visto la cartina:”Ma sì, chissenefrega, per viaggiare non serve una cartina, serve solo una meta!” Con qualche informazione chiesta qua e là e un po’ di intuito, mi ritrovo la mattina alle 8.30 tra facce note e meno note, tra moto lucide e moto con gomme da strada, ed io? Moto rigorosamente tassellata (hai visto mai che a Roma trovo uno sterrato con guadi e pietraie?) e fango fin sopra al cupolino! 

Che ci volete fare, è cosi che mi piace la mia moto: zozza e vissuta! 

Il treno LISSTA/TA-Roma lentamente inizia a prendere forma, pian piano la locomotiva, le staffette, la scopa prendono posizione mentre i motori rompono il silenzio assorto del lago di Bracciano. Come un treno , pian piano la locomotiva si avvia seguita da vicino dalle staffette pronte a sbarrare la strada a chiunque voglia interromperne la corsa e dalla scopa che come un fanalino di coda chiude il gruppo. E' un'emozione unica far parte di questo treno, essere parte di questo serpentone che si muove sicuro e veloce verso una meta, nessuna incertezza, nessuna sbavatura, tutti sanno cosa fare e come muoversi manco fosse una cosa normale, naturale, innata! No, non è naturale farsi oltre 500km da soli, attraverso strade e paesi ignoti, e trovarsi dopo pochi secondi a fermare una macchina solo perché questa potrebbe interrompere il treno o dar fastidio alla moto che ci segue... naturale o no, qui le cose funzionano cosi!

Il treno inizia ad accelerare la sua corsa superando senza sosta bivi e semafori, le case lentamente spariscono lasciando spazio alla rigogliosa vegetazione del lago di Vico, mentre altissimi alberi si chiudono a tunnel sulla strada regalando una piacevolissima frescura. La prima sosta, nel punto più bello e panoramico della strada ovviamente, perché quello della Lissta oltre che essere un treno di motociclisti, è un treno di patiti di bei paesaggi. Una rampa di decollo delta nel punto più bello, a ricordare che quello è un posto per sognatori, per gente che come me ama vedere il mondo da una prospettiva diversa, o per gente che più semplicemente insegue il sono di Icaro... E di Icaro mancati ce ne sono tanti anche nel mio gruppo, solo che io a differenza loro solo un po’ più sognatore o solo un po’ più pazzo! E’ dura doversi separare da un posto cosi bello, ma il treno ha una tabella di marcia da rispettare e gli organizzatori sono ben determinati a non sgarrare.

Le prime curve vere, quelle da fare con le recchie per terra tassellate o no, quelle che ti fanno ringraziare Dio di essere nato motociclista, quelle che ti fanno riscoprire i piaceri della guida su strada, fancu@o se l'omino Michelin stampato all'esterno delle gomme si lamenta, tu stai godendo come un maiale e questa è l'unica cosa importante!
Raggiungiamo il paese “che ca@@o ne so”, il fresco e le pieghe di qualche minuto prima sono solo un ricordo, ora c'è il traffico, il caldo asfissiante ed i semafori. Ci sta, ma io continuo a preferire la montagna. Il solito abbondante pasto, succulento ma forse eccessivo (non vogliatemene amici romani) senz'altro l'occasione per rafforzare vecchie amicizie e crearne di nuove. Forse richiamato dai cori non proprio idilliaci, Giove Pluvio si ridesta e decide di scatenare le sue ire su questo treno di avventurieri giunti da ogni dove: i più saggi aspettano che le ire si plachino prima di mettersi in movimento, ma la maggior parte decide lo stesso di mettersi in marcia. Dicono che per giudicare qualcuno bisogna osservarlo nei momenti di difficoltà, ebbene posso dirvi che ne la locomotiva, ne le staffette, ne la scopa si sono mai tirati indietro di fronte ad un simile nubifragio, e non con poche difficoltà hanno portato a casa sane e salve tutte le carrozze. E’ facile raccontarlo cosi, con la tastiera in mano e l'aria condizionata accesa, ma ricordo bene le strade trasformate in torrenti, la visibilità ridotta a pochi metri e mille incroci attraversati...

La solita serata alla Lissta, aperitivo, le cazzate, la cena succulenta condita di altre ca@@ate e... il dopocena ovviamente. Ma non c'è un dopocena, e allora ce si fa? Si va a bere una grappa a Bracciano, vestiti cosi, con la prima cosa ce capita... vabbè stendiamo un velo impietoso!

Di tutti i posti belli e facili da raggiungere dove vorrà mai andare un treno del genere? Al centro di Roma, ovviamente. Ora: come ca@@o ti può venire in mente di portare 40 moto sulle strade incasinate della capitale? Ok sarà pure sabato, ma sempre casino c'è… Incurante di questo, il treno Ta-Roma si ritrova il sabato mattina sul binario due, direzione Roma, ma non Roma, Roma centro mica pizza e fichi! Fa uno strano effetto dopo una vita passata tra fossi e montagne, ritrovarsi a scorrazzare per le vie della città eterna e vedere questo treno, lungo e compatto, snodarsi spedito tra le vie della città eterna, tra sorrisi, sgasate e tanti colpi di clacson manco fossimo ad un matrimonio, ma no, non è un matrimonio, questa è una festa, una festa di casinari, e allora che festa sia, corrente ai clacson e gas ben spalancato! Una sosta vicino alla fontana di Trevi e poi la foto finale a S. Pietro, nel cuore della Roma cristiana.

"Dopo 93000 km passati tra sentieri, fossi e montagne e qualche deserto, una foto davanti al Cuppolone è il giusto riconoscimento ad un mezzo che mi ha sempre dato l'anima... “ penso tra me e me, mentre immortalo la mia cicciona con sullo sfondo S. Pietro. 

Il solito succulento pranzo nel centro di Roma, una visita al ponte Milvio e poi via verso l’hotel. La piscina dell’hotel è una manna dal cielo, il luogo ideale dove riprendersi dal caldo della capitale e passare qualche ora tranquilla in compagnia di amici, ma per certi amici la parola tranquillo è sinonimo di scherzi, assalti, bastardate di ogni genere. Ed è cosi che un tranquillo pomeriggio in piscina, si trasformain una guerriglia combattuta con armi improprie (la panza, ndr) e finita con un paio di contusi (uno sono stato io). Dovrei raccontarvi della gara di nuoto sincronizzato con tanto di “leggiadro” tuffo in acqua (che botta ragazzi!), ma ci sono i bambini che leggono e non voglio traumatizzarli. Altra succulenta cena con tanto di tombolata finale; tanto per cambiare Marty ed io abbiamo dato i numeri, quelli giusti stavolta, e ci siamo buscati una vacanza di una settimana a Palinuro :-).

Domenica mattina è già tempo di saluti, alcune carrozze ripartono verso le loro città, altre percorreranno ancora un po’ di strada insieme prima che il treno si sciolga. Con un po’ di malinconia ci avviamo verso il castello di Bracciano per una veloce visita, ma dura poco, giusto il tempo di scendere dalla moto e dar modo ad alcuni loschi individui di dar sfogo al loro lato bambino e la malinconia lascia spazio alle risate, alle prese in giro, alla voglia di vivere… con certi personaggi anche una noiosa visita ad un castello si trasforma in un momento piacevole e divertente!

Il treno riprende la sua corsa, diretto verso la Tolfa. Mi piazzo in coda al gruppo ma l’andatura è blanda, quasi soporifera, provo a resistere, una due tre curve ma è più forte di me, abbasso la visiera e spalanco il gas, sinistra destra, lungo in una curva, recupero in extremis e di nuovo gas, sinistra sinistra destra secca poi sinistra stretta… in poche parole: una goduria assurda! Un’ambulanza e una moto per terra mi ricordano che quella è una strada pericolosa, mollo il gas e mi faccio risorpassare dal gruppo, pochi minuti e siamo a Tolfa. Breve sosta e dopo poco si arriva al ristorante: toh, c’è una strada bianca. Pensavo non esistessero più ed invece qui ce ne sono a migliaia. Ne osservo una laggiù in basso, la vedo che si infila dentro un bosco e già ho il prurito alle mani:“no, ho detto niente off” mi ripeto, ma quando Gianluca mi offre di fare un giretto veloce in fuoristrada non so resistere e mi fiondo su un vecchio tracciato della ferrovia. Pochi minuti e siamo di nuovo al ristorante ma il prurito non mi è passato ed i miei occhi continuano ad osservare QUELLA sterrata.

fancu@o, vado da solo! 

Primo bivio niente, secondo ok, ecco la strada. Via veloce su una pietraia, guado con l’acqua che mi arriva fino alle ginocchia e poi veloce su per un curvone in salita: goooodo!!!!!

Raggiungo una radura, la percorro fino al burrone che guarda il ristorante, mi fermo! Osservo per qualche secondo il paesaggio desolato, mi soffermo ad ascoltare il silenzio di queste vallate, osservo alcuni uccelli in volo radente sui prati fioriti. Uno spettacolo!

Mestamente ritorno al ristorante, zuppo d’acqua ma felice. E’ il momento dell’abbuffata finale, delle ultime battute, delle ultime dichiarazioni di intenti (andiamo facciamo partiamo…). Esco a prendere una boccata d’aria quando un signore anziano si rivolge a me dicendomi:”lei è un architetto!” - “no, decisamente no” rispondo, mi saluta e se ne va; passano cinque minuti e torna alla carica:”allora lei è il figlio dell’ingegnere” – “mi spiace, non so di chi parli, comunque sono figlio di due contadini”; rassegnato fa per andarsene poi torna:”ma lei non è di qua, da dove viene?” – “da molto lontano, da Ascoli Piceno. Conosce?” – “Eccome se la conosco, io sono di Castel di Lama (un comune a 10 km Ascoli, ndr), vede che avevamo qualcosa in comune?” – gli sorrido, questo anziano signore con la sua barba bianca e gli occhiali mi ricorda molto uno degli attori di “Amici miei” e a pelle mi sta simpatico. Parliamo per alcuni minuti manco ci conoscessimo da una vita, discutiamo di moto e di queste meravigliose vallate, ma il tempo scorre inclemente ed è già ora del dolce e dei saluti.

Il treno Lissta/TA-Roma si scioglie e poco a poco i partecipanti se ne tornano mestamente verso le proprie città. Un breve tratto di strada bianca, poi la noiosa Terni-Viterbo, la Valnerina percorsa la sotto la pioggia e poi il diluvio universale da Norcia a Martinsicuro: cosi si conclude la mia avventura in terra romana.

Ho solo una richiesta da fare allo staff: la prossima volta che chiedete a Giove Pluvio di lavarmi la moto, potete (per cortesia) fargli notare che è la moto che deve essere lavata, non il mio abbigliamento intimo :-P

Ciao ragazzi, vi voglio bene.

Mané 

Dite che ho dimenticato qualcosa? ah si le foto!
434 bastano? Avrei volute metterne meno ma le ho lasciate per dar modo a tutti i partecipanti di avere un ricordo di queste giornate.
Buona visione : (ndr. messe nell'apposito paragrafo in alto di questa pagina)

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